Tarcisio Carboni, «un uomo buono» con lo stile di papa Francesco

Il ricordo a 22 anni dalla morte avvenuta il 20 novembre 1995. All'interno dell'articolo, le pagine dello speciale che Emmaus dedicò al Vescovo

Sono passati 22 anni da quel lontano 20 novembre 1995 alle 5 del mattino quando il Vescovo mons. Tarcisio Carboni a causa di un incidente stradale perse la vita alla periferia di Recanati mentre si stava recando a Falconara per prendere l’aereo verso Palermo dove si sarebbe svolto il II Convegno della Chiesa italiana. Era in automobile insieme a mons. Giuseppe Orlandoni, allora vicario generale, don Rino Ramaccioni, parroco a San Catervo di Tolentino, e il dottor Gabriele Garbuglia, presidente diocesano dell’Azione Cattolica.

 

 

 

 

 

 

Don Tarcisio, come amabilmente voleva essere chiamato, era nato ad Ortezzano il 9 settembre 1923. A lungo missionario in Brasile, dove aveva fondato un lebbrosario che aveva seguitato a sostenere dopo che era tornato in nell’Archidiocesi di Fermo dove lo aveva richiamato il Vescovo mons. Perini. Aveva mantenuto uno stile missionario anche durante i suoi 19 anni di servizio nella diocesi di Macerata vivendo con un stile sobrio ed essenziale. Correva da una parte all’altra della diocesi incontrando persone a cui comunicava sempre gioia e serenità. Fondò il secondo seminario neocatecumenale in Italia fedele al suo motto episcopale “Predica Verbum” (Annuncia la Parola).

Aveva un modo di comunicare per immagini quasi anticipando lo stile di papa Francesco. Innamorato della Parola di Dio la sapeva sapientemente coniugarla con la vita della gente.

 

 

 

 

 

 

 

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