Ultima tappa di una lunga tournée in America latina della mostra di Anna Claudi, pittrice di Serrapetrona scomparsa nel 1976. Fino al prossimo 10 dicembre, trenta tele dell’artista sono esposte al pubblico a San Paolo del Brasile nella sede dell’Istituto italiano di cultura.

Una sala della mostra a San Paolo del Brasile

A più di quaranta anni dalla morte dell’artista, l’opera della pittrice di Serrapetrona ha suscitato grande interesse in America Latina. Prima di giungere in Brasile, la mostra è stata allestita quest’anno in Argentina (Buenos Aires e Rosario) e in Uruguay (Montevideo). Tutto merito del programma di riscoperta e valorizzazione avviato anni fa dalla Fondazione Claudi e, nel caso del tour ancora in corso in Sud America, delle tante comunità di marchigiani che operano oltre oceano. Hanno sostenuto l’iniziativa anche il Centro Studi Marche, la Regione Marche e le diverse ambasciate e consolati italiani presenti nei paesi ospitanti.

All’inaugurazione a San Paolo della mostra “Favole pittoriche di Anna Claudi” hanno partecipato il presidente della Fondazione Claudi, Massimo Ciambotti, il direttore dell’Istituto italiano di cultura, Renato Poma, la direttrice del Centro Studi Marche, Pina Gentili ed il tolentinate Giuseppe Bezzi, il quale da molti anni vive in America latina dove presiede l’Associazione Marchigiani in Brasile.

Anna con il Maestro Adami

Nata a Serrapetrona nel 1894, dopo gli studi classici frequentati a Camerino, Anna Pioli andò in sposa, appena diciassettenne, ad Adolfo Claudi, ricevendo da lui sempre sostegno ed incoraggiamento nel portare avanti l’amore per la pittura. Decisivo per la sua formazione artistica fu l’incontro a Roma con l’affreschista Mario Adami dal quale apprese le tecniche del ritratto e dell’affresco. Fedele al suo maestro, le prime produzioni della Claudi furono proprio affreschi e decorazioni eseguiti nelle case da lei stessa abitate, come il palazzo di famiglia a Serrapetrona, oggi sede della Fondazione. Il suo particolare stile pittorico, denso di esotismo, atmosfere naif, visionarietà, fu molto apprezzato anche all’estero. La sua prima mostra fuori dai confini nazionali risale al 1937, a Parigi. Dopo la seconda guerra mondiale l’artista di Serrapetrona espose le sue opere a New York e successivamente ad Anversa, Zurigo, Lisbona, in Sudafrica e in Venezuela. Erano gli anni ’50 del secolo scorso e presto le sue opere entrarono a far parte di collezioni pubbliche e private in Italia e nel mondo.

«Questo tour in Sud America – ha spiegato il presidente della Fondazione, Massimo Ciambotti, – ha costituito la terza uscita dall’Italia delle opere di Anna Claudi dopo la morte dell’artista. La prima volta è stato nel novembre di tre anni fa a Praga e la seconda nel luglio del 2015 a Stoccarda».

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