29^ Biennale dell’Umorismo: i vincitori di “Onestà Onestà!”

Taglio del nastro a Tolentino per la 29^ edizione di Biumor, in mostra a Palazzo Sangallo. La Biennale 2017 ha scelto di interrogarsi su un tema di estrema attualità: “Onestà Onestà!”. Dall’America a Cuba, fino all’India, alla Cina e al Sudan: alla sfida del concorso 2017 hanno risposto centinaia di artisti da oltre 40 nazioni, per un totale di 608 opere, che resteranno esposte fino al 28 gennaio. “La Biennale è l’evento culturale per eccellenza  di Tolentino – ha dichiarato il sindaco  Giuseppe Pezzanesi–  è l’evento più internazionale della Regione Marche di grande attrattiva non solo turistica, ma soprattutto culturale”.

Esposte le opere dei vincitori di questa edizione. Primo premio per l’ucraino Konstantin Kazanchev con un’opera ispirata al calcio, selezionata “per la pregnanza al tema e cioè la declinazione dell’onestà in termini di autocoscienza”. Ad aggiudicarsi il secondo premio è stato invece un artista cubano, Ramiro Zaedoya Sanchezche ha presentato un’opera “Senza Titolo”, in cui ha proposto un’interpretazione introspettiva e poetica dell’onestà. Terzo premio al romeno Ignat Mihai.
“La Biennale 2017 ha centrato l’obiettivo – ha dichiarato Alessia Pupo, assessore
alla culturacon il tema del concorso ‘Onestà! Onestà!’, parola d’ordine dell’Italia politica di oggi, specchio di un moralismo giustizialista che prescinde dalla competenza e dalla capacità di essere un buon amministratore”.

Premio “Luigi Mari”

Ad aggiudicarsi il “Premio Luigi Mari”, l’arte della caricatura: Alfredo Sanz, spagnolo, con la sua grottesca e affascinante interpretazione del dittatore nordcoreano “Kim-Jong-Un”, premiato anche per una riconoscibilità di carattere non fisiognomico. “Un vero capolavoro dell’arte caricaturale”, ha evidenziato  Evio Hermas Ercoli, direttore artistico di Biumor. Altri personaggi bersaglio dell’irriverenza dei caricaturisti in concorso: icone della musica, dello sport, religione e della politica internazionale. Una menzione speciale all’opera del tolentinate Fabrizio Cotogno dedicata al calciatore Zlatan Ibrahimovic e segnalzione per quella dell’Iraniano Arash Foroughi ispirate al genio tecnologico di Steve Jobs. Un disegno, spesso semplice ed essenziale, che storpia l’immagine della persona rappresentata, caricandone (da qui il termine) quei tratti caratteristici della fisionomia, quel particolare esagerato che ha già in sé un contenuto sarcastico.


Dopo la premiazione a Palazzo Sangallo gran finale al cine teatro Politeama di Tolentino: protagonista assoluto della serata spettacolo,
Sergio Staino, intervistato dalla direttrice artistica di Popsophia, Lucrezia Ercoli, ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera: dal debutto nel lontano 1979 sulla rivista Linus con il personaggio che lo ha reso noto in tutto il mondo, Bobo, l’alter ego stesso dell’autore. Da allora l’ironico militante di base del PCI ha sempre commentato con affetto e saggezza gli eventi della politica italiana e internazionale, insieme a sua moglie Bibi e ai suoi figli, Ilaria e Michele.  “Bobo nasce come auto caricatura, è stata la vera intuizione che mi ha cambiato la vita, in un periodo per me molto difficile – ha rivelato Sergio Staino – ritengo che Bobo è davvero l’antidoto al linguaggio dell’odio: la satira è una seminatrice di dubbio, ed è il dubbio la chiave del progresso”.

“La satira è una seminatrice di dubbio, ed è il dubbio la chiave del progresso ” Staino

La serata di Biumor 2017 si è conclusa in compagnia del comico Piero Massimo Macchini con il suo intervento “Umorismo 3.0”. Reduce da diverse e qualificanti esperienze professionali nel mondo della comicità approda al cine teatro Politeama presentando il suo ultimo progetto, di cui è ideatore e direttore artistico, “Marche Tube”, il famoso sito per “conoscere le Marche senza capirci un tube”: il portale che ironizza sugli stereotipi della marchigianità.

Piero Massimo Macchini

“La mia comicità- racconta Macchini- intende partire dal basso, penso che il comico sia colui che debba prendersi i colpi e mettersi in gioco in prima battuta”.

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