L’unico elemento che non possiamo fermare è il tempo che scorre inesorabilmente. Spesso siamo travolti da esso.

Se prima il termine “cronofobia”, cioè l’avversione ossessiva per il trascorrere del tempo, era tipica di carcerati e degenti costretti all’immobilità, oggi quasi tutti riconoscono una punta di questa patologia nella propria relazione con il tempo.

Dobbiamo essere preoccupati? Luca Cometto, psicologo e psicoterapeuta a Torino dice: «Tutti abbiamo periodi nella vita di grande intensità ma a un certo punto diventa necessario rallentare, fermarsi. Non per niente la moda forte in fatto di benessere psicologico negli ultimi anni è la meditazione riproposta sotto varie formule: mindfulness, gite detox da strumenti elettronici e cosi’ via».

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments