Ordine Ingegneri delle Marche incontra il Governatore Ceriscioli

Promossa dalla Federazione Ordini Ingegneri Marche, la riunione è stata un’utile occasione di confronto e dialogo a tutto tondo sul ruolo delle professioni tecniche soprattutto nella fase delicata e importante che segue il terremoto che ha colpito la regione

Incontro nella sede della Presidenza della Regione a Palazzo Raffaello, tra il Governatore Ceriscioli e una nutrita rappresentanza della Federazione Ordini Ingegneri delle Marche.

Primo di una serie di appuntamenti in programma con i vertici delle istituzioni locali, la riunione è servita in primo luogo a presentare ufficialmente al Presidente della Regione il nuovo Consiglio Direttivo di Feding Marche, insediato lo scorso ottobre, che resterà in carica per il prossimo quadriennio.

Presenti all’incontro, oltre al Presidente della Federazione regionale e consigliere dell’Ordine di Fermo Ing. Massimo Conti, i presidenti degli ordini provinciali Ing. Romagnoli per Ancona, Ing. Fazi per Pesaro-Urbino, Ing. Paulini per Macerata, Ing. Babini per Ascoli Piceno, Ing. Tibaldi (nella doppia veste di Vice Presidente dell’Ordine di Macerata e di Funzionario Regionale), l’Ing. Dora de Mutiis e l’Ing. Mattioni rispettivamente Direttore e Segretario di Feding Marche. Il Presidente Ceriscioli era coadiuvato dall’Ing. Raniero de Angelis.

Dopo una breve introduzione del Presidente Conti sul ruolo della professione di Ingegnere, di particolare importanza perché svolge una funzione di supporto tecnico per il proprio territorio riguardo a temi fondamentali come la sicurezza, l’inquinamento, lo sfruttamento dell’energia, la pubblica e privata incolumità, la richiesta della Federazione è stata quella di poter esercitare a pieno titolo questi compiti anche nell’ambito delle scelte sociali e politiche che interessano la regione. Per questa ragione sono state poste al Governatore delle Marche alcune istanze, raccolte dalla base della compagine ordinistica, per affrontare la particolare fase post terremoto che sta attraversando la regione.

In primis è stato proposto di istituire un tavolo tecnico, che possa riunirsi con cadenza almeno mensile, composto dagli Uffici Speciali per la Ricostruzione della Regione e i rappresentanti della Rete delle Professioni Tecniche Regionale. Proposta accolta favorevolmente dal Presidente Ceriscioli, in un’ottica di confronto e sinergia continua tra tecnici che ben conoscono peculiarità e problemi del territorio, così da poter interagire al meglio sulla produzione normativa relativa alla ricostruzione.

Altro tema delicato è stato quello della Legge Sismica che prevede il passaggio di competenze dalle strutture del Genio Civile ai Comuni, introducendo l’autorizzazione sismica onerosa in luogo del semplice deposito con controllo a campione ad oggi vigente. Cambiamento che sta volgendo le sue mosse proprio contestualmente al sisma e che per Feding Marche potrebbe rappresentare un passo indietro nel mondo delle costruzioni, nella sicurezza pubblica e privata.

Il rischio paventato dai rappresentanti degli ingegneri marchigiani è che “il deposito delle opere strutturali” con relativa autorizzazione in capo ai comuni marchigiani, che adotteranno altrettante metodologie più o meno aderenti alla norma, possa creare situazioni caotiche per professionisti, imprese e un aggravio di costi e tempi per i cittadini.

Il Presidente Ceriscioli, pur non condividendo le preoccupazioni dei tecnici su quest’ultimo tema, non ha escluso la possibilità di prevedere l’accorpamento di tali funzioni in ambiti territoriali più ampi come le Province o gli ATO.

Infine, l’ultima questione posta dalla Federazione Ordini Ingegneri Marche è stata il mancato coinvolgimento delle professioni tecniche al “Patto per lo sviluppo per le aree del sisma e per le Marche”, attivato il 22 novembre scorso. Una cabina di regia strategica nella quale sono state chiamate tutte le categorie economiche, imprenditoriali, sociali ed università, cui è stato chiesto di includere anche le categorie professionali, riconoscendone il ruolo strategico per la loro presenza all’interno delle istituzioni e quale parte integrante del sistema socio-economico regionale. Istanza, quest’ultima, fatta propria dal Governatore della Regione.

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