Giornata dei migranti 2018 «…insieme, come un’unica famiglia umana, siamo tutti migranti, viaggiatori di speranza verso di Te, che sei la nostra vera casa, là dove ogni lacrima sarà tersa, dove saremo nella pace, al sicuro nel tuo abbraccio».

La giornata del Migrante in Diocesi

Accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Tante iniziative e riflessioni a Macerata dedicate alla giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato.

Pubblicato da EmmeTv su Martedì 16 gennaio 2018

E in questa casa che è la terra, dove è proprio vero che siamo tutti migranti e viaggiatori, come possiamo tergere ogni lacrima e assaporare pace e sicurezza? Di quale abbraccio abbiamo bisogno? Forse dell’abbraccio della verità e della vita che trasforma la paura in incontro, u- na percezione in una realtà possibile.

Questo il sentiero tracciato dalla ricca riflessione che si è svolta venerdì 12 gennaio presso il cineteatro Excelsior di Macerata. Partendo dai dati sui flussi migratori e rimarcando proprio come in prossimità delle tornate elettorali si faccia massiccio uso di preconcetti per alimentare posizioni razziste, Stefano Cacciamani dell’Università della Valle d’Aosta, che ha moderato la tavola rotonda «Paura del migrante? Ricchezza dell’incontro», ha aperto il dibattito tra gli ospiti. L’intervento di Marco Moroni, responsabile dell’Ufficio Studi Acli Marche, ha delineato un identikit del migrante marchigiano, nel quale si può riconoscere il migrante di ogni epoca.

Dalla memoria al presente, stimolanti gli interventi di Stefano Trovato, responsabile na- zionale dell’accoglienza migranti della Cnca, ed Ettore Fusaro, responsabile Immigrazione della Caritas regionale. Un percorso tra i dati e i numeri per comprendere come spesso la percezione di un fenomeno trasformi la realtà. Partiamo, ci invita Trovato, dall’articolo 10 della Costituzione italiana: «Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche… ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge». Il diritto di essere accolti è una realtà. Chi parte cerca solo una vita migliore. Il percorso tra i dati ci aiuta ad aprire gli occhi: sono il 3% i migranti nelle Marche, il 77% giovani dai 18 ai 36 anni e nel 2017 dei richiedenti asilo l’84% è stato di donne. Di cosa e di chi abbiamo realmente paura? La tavola rotonda si conclude con alcune voci di giovani costretti a lasciare la propria terra, Tarik e Mamadou, giovani perseguitati dalla dittatura e dalla fame, giovani grati perché la nostra terra li ha abbracciati, ha asciugato le loro lacrime, ha dato loro sicurezza.

Nel cuore del discorso del Papa per la giornata migranti si impone il verbo integrare, come azione che esprime un’opportunità: quella di un reale arricchimento interculturale. Questo il viaggio da intraprendere; questo l’abbraccio di cui davvero abbiamo tutti bisogno. E dall’in- contro di venerdì all’evento di Domenica 14, la Messa celebrata dal vescovo emerito di Senigallia Giuseppe Orlandoni alla Domus San Giuliano, con la ricca e colorata presenza delle diverse comunità di immigrati che vivono a Macerata: indiani, nigeriani, peruviani, albanesi. «Sei felice?», ha chiesto a tutti il celebrante, ricordando come questo sia l’appello che Dio rivolge a ogni uomo e come a ciascuno spetti di cercare una risposta possibile. Il pane eucaristico spezzato ha aperto l’incontro della giornata che poi si è trasformato in cibo condiviso e soprattutto nella Festa dei popoli. Un viaggio tra danza e musica che ha alternato atmosfere nostrane, create brillantemente dal gruppo Birbanda di Santa Croce, a suggestioni d’oltremare tra ritmi nigeriani, indiani, senegalesi e l’energia travolgente della Capoeira.

Il mondo non conosce frontiere quando l’incontro diventa esperienza reale di casa, famiglia, fratellanza. Siamo tutti migranti e viaggiatori di speranza: la memoria è già futuro, il presente una porta aperta e una strada da intraprendere.

Giornata Del Migrante In Diocesi

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