Sant’Antonio. Coldiretti: «Il 50% delle famiglie marchigiane ha animali in casa»

È quanto emerge dal Dossier “Gli animali nelle case degli italiani” presentato in occasione di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali, in piazza San Pietro a Roma dove per l’occasione sono arrivate mucche, asini, pecore, capre, galline e conigli delle razze più rare e curiose salvate dal rischio di estinzione

Una famiglia marchigiana su due ospita in casa almeno un animale da compagnia che nella metà delle volte arriva da strutture di ricovero (canili o gattili) o è stato salvato direttamente dalla strada, segnale di una sensibilità crescente contro gli abbandoni, fenomeno sempre più stigmatizzato dalle campagne di informazione. È quanto emerge dal dossier “Gli animali nelle case degli italiani” presentato in occasione di Sant’Antonio Abate, il Patrono degli animali, in piazza San Pietro a Roma dove per l’occasione sono arrivate mucche, asini, pecore, capre, galline e conigli delle razze più rare e curiose salvate dal rischio di estinzione. Una tradizione popolare – spiega Coldiretti – che il 17 gennaio vede in tutta Italia parrocchie di campagne e città prese d’assalto per la benedizione dalla variegata moltitudine di esemplari presenti sul territorio nazionale.

Secondo gli ultimi dati disponibili – sottolinea Coldiretti Marche – sono circa 309mila i cani e i gatti che popolano le case dei marchigiani. Numero che comprende anche specie più particolari come i furetti, ad esempio. A livello nazionale, l’alimentazione degli amici animali è la voce di spesa più importante con oltre oltre 2 miliardi di euro all’anno con spese che, a famiglia, variano in media dai 30 ai 100 euro al mese. In piazza, San Pietro anche gli animali terremotati. Nella nostra regione sono allevati complessivamente 50mila mucche, 158mila pecore, 117mila maiali e 11mila cavalli, oltre a 6,5 milioni di polli. Stress, decessi e stalle crollate hanno causato una minore produzione di latte (-20%) ma di contro ci sono stati esempi di grande solidarietà agli allevatori con le operazioni come “adotta una mucca”, “dona un ballone di fieno” e la “caciotta della solidarietà”.

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