Il Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza di Macerata, in collaborazione con Macerata Musei, ha realizzato nel mese di Ottobre 2017 un progetto che ha coinvolto i ragazzi richiedenti asilo ospitati nella struttura. Tale progetto si è posto obiettivi volti a soddisfare diversi aspetti: culturale, linguistico e relazionale. L’obiettivo culturale è stato raggiunto approfondendo la conoscenza dell’arte occidentale, nello specifico parlando e spiegando cos’è un museo e la sua istituzione e attraverso attività che sensibilizzano alla fruizione di un’opera d’arte.

Un altro obiettivo che ci si è posti è sicuramente quello linguistico, infatti è stato fornito il lessico fondamentale riguardante l’ambito artistico e sono state spiegate le caratteristiche emblematiche dei diversi periodi della storia dell’arte. Altra attività volta al raggiungimento dell’obiettivo linguistico è stata infine il ripasso del lessico che riguarda l’aspetto fisico, il carattere e gli stati d’animo. L’ ultimo obiettivo che questa attività si è impegnata a raggiungere è sicuramente quello relazionale, infatti i ragazzi hanno imparato ad esprimere e condividere una propria emozione o sensazione riguardo ad un argomento specifico, attraverso l’utilizzo di un’opera d’arte.

I destinatari del progetto sono stati i ragazzi richiedenti asilo accolti dalla Caritas, che frequentano il corso di italiano di livello A1; questi sono provenienti dall’Albania, dal Bangladesh, dal Mali e dal Senegal.

L’ attività si è svolta durante varie giornate, alternando giorni di visita guidata al museo ad attività organizzate al Centro. Il progetto si è concluso al museo, dove i ragazzi, divisi in gruppi, hanno scelto un’opera che suscitasse l’attenzione e l’interesse di tutti i componenti per poi rispondere a delle domande specifiche tramite il confronto: “Cosa vedete?”, “Quali emozioni provate?” e “Raccontate una storia”. Questo momento è servito per imparare ad esprimere la propria reazione emotiva di fronte ad un’opera artistica.

Da questa iniziativa è emersa la capacità dei ragazzi di identificare un’emozione grazie ai colori utilizzati nell’opera. In secondo luogo si è visto come loro fossero più attratti dalle opere più complesse e astratte che da quelle semplici e il cui significato è deducibile a prima vista. A questo proposito, è stato interessante osservare la differenza tra italiani e immigrati nel visitare la parte di museo riservata all’arte contemporanea: i primi non vi dedicano molto tempo, non riuscendo a comprendere fino in fondo il significato delle opere, la percorrono in silenzio e con velocità; i secondi invece trovano in un’opera con prevalenza di colori e di segni astratti, immediatezza e chiarezza, dedicandovi tempo e mostrandosi curiosi nel visitare questo spazio.

Visto il successo raggiunto grazie a questa iniziativa, si è deciso di non abbandonare l’arte come mezzo educativo e soprattutto comunicativo e di continuare a proporre attività pratiche in questo ambito, come quella di avviare un corso di scultura in collaborazione con il liceo artistico Cantalamessa di Macerata.

Anche per noi ragazze del Servizio Civile questa è stata un’esperienza di formazione. Vedere come culture non influenzate dalla mentalità e dalle tradizioni occidentali entrassero in relazione con un’istituzione come quella del museo, è stato tanto emozionante quanto divertente. Instaurare inoltre una relazione interpersonale, partendo da un’opera e confrontarsi sulle emozioni provate, ci ha dato la possibilità di sviluppare una maggiore complicità con i ragazzi che aiutiamo ogni giorno tramite l’insegnamento dell’italiano.

Gli Ospiti Del Centro D’Ascolto A Macerata Musei

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