Passo di Treia. Festa dell’Incoronazione della Madonna del Ponte nel ricordo di don Otello Patrassi

Il 23 gennaio è una data particolarmente significativa per la comunità parrocchiale passotreiese: si fa memoria dell’Incoronazione della Madonna del Ponte da parte del pontefice Pio XII: da alcuni anni la festa viene celebrata la domenica successiva e quest’anno sarà il 28 gennaio

Il 23 gennaio è una data particolarmente significativa per la comunità parrocchiale passotreiese: si fa memoria dell’Incoronazione della Madonna del Ponte da parte dello stesso pontefice Pio XII. Da alcuni anni la festa viene celebrata la domenica successiva e quest’anno sarà il 28 gennaio. Dopo il sacrilego furto avvenuto nella notte dell’11 gennaio 1942, il 23 gennaio dell’anno successivo si realizzò la cerimonia riparatrice con l’imposizione delle nuove corone, frutto della generosità e della fede del popolo che a gara aveva donato oggetti d’oro e gioielli.

Così testimonia la cronaca di quella giornata: la bianca figura (Pio XII) sostò avanti all’immagine della bella Madonnina… si raccolse in preghiera per un istante, quasi volesse unire la Sua preghiera a quella delle pecorelle che pregarono e pregheranno avanti a quel simbolo della materna premura di Maria e volesse avvalorare colla sua autorità le domande dei devoti… La mano benedicente del Papa tracciò un segno di benedizione sulle corone che si degnò di mettere con le sue stesse mani, domandando benignamente: “Così?…” Il dolce Cristo in terra così consacrava la riparazione popolare alla nostra Madonnina, che d’ora in poi sarebbe stata doppiamente cara perché univa nella sua venerazione anche l’amore e la devozione al Papa. Quella mano diafana, il candore della Sua Veste saranno sempre avanti agli occhi di chi guarderà l’immagine della nostra Madonnina».

Passo di Treia, 1943 – I fedeli accompagnano la Sacra Immagine alla Chiesa del Ponte

A raccontare l’evento è lo stesso parroco che con entusiasmo e determinazione, tra mille difficoltà, grazie anche all’interessamento di mons. Montini, era riuscito ad ottenere che fosse il Papa stesso ad incoronare la Madonna del Ponte. E’ don Otello Patrassi di cui, in questa solennità dell’Incoronazione, viene ricordato il settantesimo anniversario della scomparsa, avvenuta il 10 dicembre 1947. Breve ma intenso e ricco è stato il suo ministero sacerdotale, perché breve è stata la sua vita.

Don Otello figlio di Luciano e Tasso Amalia, nasce a Macerata in Via S. Croce il 2 febbraio 1900, per qualche mese evita di far parte dei ragazzi del ’99 mandati al fronte nel Primo conflitto mondiale, e riceve il battesimo il giorno successivo dalle mani di don Vincenzo Migliorelli parroco di S. Croce, poi vescovo di Norcia. Nella Cattedrale di Macerata riceverà il 26 agosto 1906 la Cresima impartita dal vescovo Mons. Raniero Sarnari. Compiuti gli studi nel Seminario maceratese, viene ordinato sacerdote il 31 gennaio 1926 nella Basilica della Madre della Misericordia dal vescovo diocesano mons. Luigi Ferretti.

Giovane sacerdote, brillante, pieno di entusiasmo, capace di iniziative e dotato di carisma, fu mandato come cappellano a Villa Potenza con l’incarico di curare la pastorale giovanile come assistente ecclesiastico del locale Circolo cattolico e sarà promotore di numerose attività, fra le quali l’organizzazione della banda parrocchiale e le guardie d’onore per le processioni. E’ da sottolineare che questi sono anni particolarmente difficili per la Chiesa, chiamata ad operare in un contesto sociale e politico, diffidente, ostile, per niente disponibile ad accettare i principi cristiani ed il magistero pontificio. Il laicato cattolico viene sollecitato ad una presenza e ad un’azione più incisive nella società italiana e per questo, secondo le direttive di Pio XI, si avvia la riforma e il rilancio dell’Azione Cattolica. Ciò anche nell’ambiente maceratese porterà ad una frizione e ad uno scontro con le autorità politiche locali.

Don Otello fino al 1934 sarà a Villa Potenza dove profuse tutto il suo impegno tra tanti ostacoli e contrarietà, ma sempre animato da spirito sacerdotale operò con coraggio, fedele al mandato ricevuto. Passò, poi, nella diocesi di Treia allora sotto la giurisdizione ecclesiastica del Vescovo di S. Severino Marche. Svolgerà il suo ministero prima a S. Maria in Selva, poi nella parrocchia di S. Maria in Piana e dal 1938 a Passo di Treia, lasciando in ogni comunità l’impronta della sua azione pastorale che nasceva da una solida formazione sacerdotale e da una vocazione sentita e alimentata quotidianamente dalla preghiera. Promosse la devozione al Sacro Cuore di Gesù, di cui per sua iniziativa una statua venne innalzata sul campanile della chiesa di Villa Potenza ed un’altra collocata a S. Maria in Piana. Nello stesso tempo alimentò nel popolo in varie forme quel sentimento di speciale venerazione e fiducia nella Vergine Santissima invocata a Passo di Treia con il titolo di Madonna del Ponte. E a questo proposito nel 1941, al termine dei lavori di innalzamento del campanile della chiesa parrocchiale di S. Ubaldo fece collocare sulla cima il simulacro in pietra della Madonna Ausiliatrice, dono della sig.ra Clementina Merlini.

Oggi la statua, a seguito del recente terremoto, è stata rimossa, ma attende, dopo un adeguato restauro, di essere collocata nella piazza mons. Tarcisio Carboni a testimonianza della profonda e antica devozione filiale verso la Madonna che distingue la comunità passotreiese. Don Otello amava il decoro della chiesa e per questo si preoccupò all’indomani della sua venuta a Passo di Treia di migliorarne la struttura, rimodellando il presbiterio e realizzando un nuovo maestoso altare fatto di marmi policromi, consacrato da mons. Ferdinando Longinotti l’8 settembre 1938. Ma il segno più importante lo ha lasciato nel cuore dei tanti giovani che sapeva coinvolgere sia nella sfera religiosa, che in altre attività. E’ stato guida e maestro e molti ancora oggi, pur nella maturità avanzata, conservano vivo il suo ricordo e indelebili i suoi insegnamenti. Lasciò Passo di Treia a don Enrico Pettinari nella pasqua del 1947 per assumere l’incarico di arciprete della Cattedrale di Treia che resse fino al dicembre dello stesso anno, quando fu chiamato nella Casa del Padre. Così concludeva la sua pubblicazione a ricordo dell’Incoronazione della Madonna del Ponte: «La Vergine è contenta di tutto quello che si fa in suo onore, ma più contenta sarà quando le offriremo il cuore e la volontà consacrandoci al suo perpetuo servizio ogni giorno della nostra vita».

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