Macerata. Unimc: l’Ateneo ha ricordato Shlomo Venezia sopravvissuto ad Auschwitz

All'incontro del 23 gennaio è intervenuta la moglie Marika Venezia. La giornata dedicata alla memoria della Shoah è stata promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Unimc e sostenuto dal Consiglio Regionale delle Marche, oltre che patrocinato dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma e dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria

«Non si esce mai, per davvero, dal crematorio». Le parole di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco, ma di nazionalità italiana, sono state ricordate dalla moglie Marika al Cinema Italia di Macerata, durante la giornata dedicata alla memoria della Shoah. Un incontro promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Unimc presieduto dal prof. Carlo Pongetti, grazie all’iniziativa della prof.ssa Clara Ferranti; e sostenuto dal Consiglio Regionale delle Marche, oltre che patrocinato dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma e dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria.

Shlomo Venezia, morto nel 2012, è stato uno dei più importanti testimoni italiani dei campi di sterminio: sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau, è stato autore del volume Sonderkommando Aushwitz, dove ha raccontato la sua esperienza all’interno di queste squadre speciali formate da gruppi di prigionieri costretti dai nazisti ad “agire” tra i cadaveri delle camera a gas, per l’eliminazione materiale dei corpi.

Salutata dal rettore Francesco Adornato e dal vescovo Nazzareno Marconi, insieme a Paolo Coen, Marika Venezia ha raccontato alle numerose autorità civili, militari e religiose, e agli studenti la storia di quegli anni attraverso gli occhi del marito: dalla cattura, alla prigionia, fino alla “duplice” condanna (citata Primo Levi come la «peggiore colpa dei nazisti», che provavano a condividere, in tal modo, la colpa del massacro in atto con gli stessi ebrei), del Sonderkommando. Un pensiero particolare, infine, è stato dedicato alla recente nomina a Senatore a vita di Liliana Segre, anch’essa sopravvissuta all’inferno di Auschwitz.

Durante il dibattito, un fuori-programma: l’ex presidente della Provincia (1995-2004), Sauro Pigliapoco, ha preso la parola, rivolgendo all’Università (già assente in platea, in quel momento, il rettore Adornato) l’appello ad annullare l’intitolazione del nuovo Polo didattico a Maffeo Pantaleoni, a suo dire «profondamente antisemita», per restituire, così, «onorabilità» alla città di Macerata.

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