Il 27 gennaio 2007 il Consiglio Comunale di Urbisaglia conferì la cittadinanza onoraria a Ida Ascoli Magrini, ebrea antifascista ferrarese, vedova di Renzo Bonfiglioli, internato nel campo di Urbisaglia negli anni 1940-41.

La signora Ida non poté partecipare alla cerimonia perché già troppo anziana ma, in sua rappresentanza, intervenne la figlia Dori, che portò a conoscenza dei cittadini di Urbisaglia le preziosissime foto del campo di internamento dell’Abbadia di Fiastra scattate da Ida stessa nel 1940.

Quest’anno, in occasione del Giorno della Memoria, conosceremo altri particolari della lunga storia di Ida Bonfiglioli, scomparsa nel 2011 all’età di 104 anni.

Raffinata amante e conoscitrice di musica classica nonché contagiata dalla passione bibliofila del marito, Ida Bonfiglioli rilasciò una lunga intervista alla giornalista Sabina Fedeli, compagna dell’amato nipote Gadi Schoenheit che è stata recentemente pubblicata nel libro «Gli occhiali del sentimento. Ida Bonfiglioli: un secolo di storia nella memoria di un’ebrea ferrarese» (Giuntina, 2017).

Il libro rievoca le leggi razziali, la strage della lunga notte del ’43, e la fuga in Svizzera durante la quale la madre venne catturata dalle SS. Ricorda i giorni dell’orrore mischiati a quelli spensierati delle partite a tennis in casa dello zio Silvio Finzi Magrini, che morirà ad Auschwitz e che ispirerà nel dopoguerra le pagine bassaniane de “II giardino dei Finzi-Contini”.

Quel 21 settembre 1941 quando Ida corse in sinagoga per fotografare lo scempio dei fascisti che distruggevano arredi e oggetti sacri. Il marito mandato al campo di internamento di Urbisaglia perché antifascista. I due figli cacciati da scuola. Il padre irredentista che si lascia morire a Vienna pur di non combattere per l’Austria.

Il libro verrà presentato dall’autrice domenica 28 gennaio alle ore 16 presso la Biblioteca di Urbisaglia.

Per maggiori informazioni: anpiurbisaglia.wordpress.com

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