Si è tenuto oggi, venerdì 26 febbraio il convegno “Dall’atomo al bit: stato dell’arte”, organizzato dall’Istituto Tecnico Economico A.Gentili di Macerata.
L’iniziativa, aperta alla cittadinanza è all’interno dei programmi per la Festa del Piano Nazionale per la Scuola Digitale promossa dal MIUR.

L’ITE, con esperti, docenti, studenti, mondo imprenditoriale e cittadinanza ha voluto con questo incontro avviare una riflessione sulla quarta rivoluzione in atto. Dopo i saluti di Pierfrancesco Castiglioni, Dirigente I.T.E. e di Chiara Ercoli, Presidente della Sezione Terziario Innovativo di Confindustria Macerata sono intervenuti i relatori: Marco Contigiani, Grottini Lab; Emilio Antinori, WASPHUB Macerata; Francesco Ciclosi, Università di Macerata; Pierangelo Soldavini, Nòva24 – Sole 24 ore

«Il passaggio dagli atomi ai bit, come chiamo questa evoluzione, è irreversibile e inarrestabile», a più di 20 anni dall’affermazione di Nicholas Negroponte nel libro “Essere digitali” (1995), a che punto siamo di questo percorso? L’infosfera e l’onlife stanno diventando il nostro habitus, in particolare per i giovani.
Gli oggetti (le “cose”) si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza potendo comunicare dati su se stessi e acquisendo un ruolo attivo con il collegamento alla Rete.
C’è chi crede che andremo verso un mondo migliore, c’è chi teme gli sviluppi della rivoluzione dell’ubiquitous computing rispetto alla sicurezza e alla privacy.
Gli oggetti, grazie alla stampa 3D potremo crearli in autonomia, minando così le economie di scala?
Questi sono solo alcuni degli interessanti interrogativi emersi dal simposio.

La risposta quasi unanime, filo conduttore degli interventi, è stata che il processo tecnologico è “giustamente” inarrestabile e che la sfida della formazione sta nel rendere i giovani protagonisti dello sviluppo tecnologico, con la capacità culturale di riconoscerne e controllarne i rischi.

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