Film. «L’ora più buia»: Joe Wright racconta Winston Churchill

Ad interpretare lo statista è un irriconoscibile Gary Oldman

Continua la corsa agli Oscar ed è il britannico Joe Wright con “Darkest hour – L’ora più buia” ad essere arrivato da poco nelle sale italiane. Il regista di “Orgoglio e pregiudizio”, “Espiazione” e “Anna Karenina” racconta, in questo suo ultimo film, le prime due settimane del mandato da primo ministro di Winston Churchill nel maggio del 1940. Dopo le dimissioni di Chamberlain, nonostante tutti fossero scettici, persino il suo stesso partito, Churchill fu chiamato a ricoprire la carica di primo ministro e a prendere, da solo e prima del coinvolgimento degli americani, decisioni importanti proprio nei giorni più critici: negoziare la pace con Hitler oppure combattere e non cedere alla paura proprio perché “le cause perse sono le uniche per cui vale la pena combattere”.

E’ un irriconoscibile Gary Oldman ad interpretare lo statista, è incredibile il grande lavoro che ha fatto sulla postura e sulla voce, ma è grazie a Kazuhiro Tsuj che ha curato i dettagli somatici a permettere che il volto di Gary Oldman fosse così simile a quello del vero Churchill. Più della metà del film è ambientata nella sala operativa e come ha affermato il regista “volevamo un’atmosfera intensa e claustrofobica”.

La sua figura che piano emerge dal buio, il rumore del fiammifero e la fiamma che accende il suo sigaro come a simboleggiare una luce in quell’ora più buia che il paese stava vivendo. Candidato a 6 premi Oscar tra cui miglior film, miglior attore protagonista per Gary Oldman ma soprattutto miglior Make-up and Hairstyling a Kazuhiro Tsuji, il film racconta l’arte oratoria del grande statista inglese, ma anche il suo lato umano fra whisky e champagne a colazione.

Era burbero nei modi, bofonchiava invece di parlare, era temuto dai suoi compagni politici e persino da Re Giorgio VI ma amato in modo così tenero dalla moglie Clementine, interpretata da Kristin Scott Thomas, consapevole di essere stata per tutta la vita seconda dopo la Gran Bretagna.

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