Omicidio di Pamela: si cercano altre persone coinvolte

L'esame autoptico non avrebbe rilevato segni evidenti di violenza sessuale, bisognerà attendere gli esami tossicologici per chiarire le cause della morte

Aveva in casa gli abiti di Pamela Mastroprietro sporchi di sangue e c’erano altre tracce ematiche probabilmente della vittima. È quanto scoperto dai carabinieri di Macerata in Via Spalato 124, nell’abitazione di Innocent Oseghale, lo spacciatore nigeriano di 29 anni fermato e interrogato la scorsa notte nell’ambito delle indagini dell’omicidio della 18enne romana uccisa e fatta a pezzi.
Pamela, ospite da alcune settimane della comunità di recupero Pars di Corridonia, stava cercando di disintossicarsi, si era allontanata volontariamente lunedì scorso, 29 gennaio, senza telefono e documenti, portando con sé un grande trolley rosso e blu, forse proprio uno di quelli in cui sono state trovate parti del cadavere nelle campagne di Pollenza.
Tutte le riprese di videocamere di sorveglianza sono state analizzate dagli inquirenti. Nella tarda mattinata di martedì 30 gennaio, la ragazza, è stata ripresa nella farmacia di Via Spalato mentre cammina seguita a breve distanza dal nigeriano. In quella farmacia, Pamela ha acquistato una siringa, trovata nell’appartamento del nigeriano insieme allo scontrino.
Si cerca di capire come, dalla cessione di una dose di droga, si sia arrivati al tragico massacro. Un’ipotesi è la morte per overdose. I Ris sono tornati più volte nell’appartamento per ricostruire lo scenario dell’omicidio. Interrogato dai carabinieri,  presentatosi volontariamente in questura a Macerata, che ha raccontato di aver visto l’uomo nella tarda serata di martedì con le due valigie in prossimità del luogo del ritrovamento. Oseghale, in Italia con permesso di soggiorno scaduto e precedenti per spaccio, è stato posto in stato di fermo dal sostituto procuratore di Macerata Stefania Ciccioli con l’ipotesi di reato di omicidio.
Oggi all’obitorio di Macerata è arrivata la mamma di Pamela, Alessandra Verni, per il riconoscimento mentre nel pomeriggio è stata effettuata l’autopsia che permetterà di chiarire vari elementi sulle cause della morte. Dai primi esiti non sono stati rilevati segni evidenti di violenza sessualeI carabinieri non escludono il coinvolgimento di altre persone nella vicenda, come dichiarato all’Ansa dal comandante provinciale, il tenente colonnello Michele Roberti. Le indagini proseguono a ritmo serrato.

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