«Picenum Seraphicum», nuovi studi sul francescanesimo

La storica rivista marchigiana, fondata nel 1915 a Treia, dopo essere entrata nel catalogo della casa editrice dell’Università di Macerata, si è aperta al digitale ed è consultabile anche online

Dedicato a padre Bernardino Pulcinelli, che ne fu il direttore dagli anni Novanta fino alla sua scomparsa, è uscito da pochi giorni l’atteso nuovo numero di «Picenum Seraphicum», la rivista di studi storici e francescani edita dal 2014 dalla EUM, la casa editrice dell’Università di Macerata.

Roberto Lambertini, direttore della rivista

Il corposo numero (circa 250 pagine) – il secondo diretto da Roberto Lambertini, docente di storia medioevale – contiene studi realizzati nel 2015 e 2016, tra cui molti riferimenti al francescanesimo nel maceratese e nel resto del territorio marchigiano. Scorrendo l’indice, citiamo gli articoli di Ivano Palmucci sul santuario del Santissimo Crocifisso di Treia, quelli di Angelo Monaldi sugli insediamenti francescani ad Ancona e a Sirolo, mentre di Alessandra Baldelli è pubblicato uno studio sull’analogo argomento nella realtà di Jesi. In questo lavoro, l’autrice affronta anche l’applicazione di tecnologie informatiche nel contesto di tali particolari ricerca storiche.

Per rimanere nel campo dell’informatica a servizio degli studiosi, in questo numero di Picenum Seraphicum viene presentato il progetto “FraRe”. Si tratta di un sito internet ideato per tutti coloro che sono interessati alla storia francescana, per chi intende approfondire le conoscenze sugli insediamenti e per chi desidera una guida per visitare i luoghi francescani nelle Marche. Dell’iniziativa ne parlano nel loro articolo Alessandra Baldelli e Francesca Bartolacci precisando che il sito è già attivo e può essere consultato all’indirizzo studiumanistici.unimc.it/frare. Il sito consente di individuare gli insediamenti ancora esistenti e di esplorarne le vicende storiche utilizzando una cartina contemporanea e schede di approfondimento.

Nella prima parte della rivista sono pubblicati tre studi di Chiara Melatini, Alice Lamy, Ignazio Del Punta, mentre in una apposita sezione sono presenti diverse schede bibliografiche dedicate a volumi attinenti gli studi storici sugli stesi temi di cui la rivista si occupa.

Dopo un secolo di storia – la rivista fu fondata, infatti, a Treia nel 1915 da padre Ciro Ortolani – Picenum Seraphicum con il numero precedente a quello uscito nei giorni scorsi ha iniziato a vivere la sua quarta fase storica con una importante novità legata ai nostri tempi. La rivista può essere consultata online con il sistema “open access” e, pertanto, è diventata liberamente accessibile al pubblico. Si tratta di una vera e propria “rivoluzione” per una rivista di proprietà della Provincia Picena dei Frati Minori delle Marche che è stata sempre una pubblicazione di nicchia, con una tiratura limitata agli abbonanti e consultabile quasi esclusivamente nelle biblioteche dei conventi dell’Ordine francescano. Ora, grazie al web, Picenum Seraphicum, che ha la redazione all’interno del Dipartimento di studi umanistici dell’università maceratese, può essere letta da tutti e gratuitamente. Si tratta di una sfida non nuova per la casa editrice universitaria che ha già iniziato anni fa a pubblicare online altre riviste.

«Accompagnare alcune edizioni cartacee delle pubblicazioni periodiche in catalogo con le versioni digitali significa prima di tutto ridurre i costi. Inoltre – ha detto Marisa Borraccini, presidente dell’EUM – il sistema ‘open access’ consente di accrescere la funzione culturale della nostra casa editrice, nello spirito del motto “l’umanesimo che innova”, adottato dall’ateneo maceratese».

Chi è affezionato alla versione cartacea può comunque continuare ad avvalersene, ordinando le copie alla casa editrice (eum.unimc.it).

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