«Va preso atto che idee che fino a qualche giorno fa spuntavano solo nei commenti acrimoniosi dei social sono diventate di dominio comune. Chi dice che Luca Traini ha fatto bene, che “non se ne può più’”, lo urla apertamente, senza remore. È un atteggiamento che non possiamo controbattere mettendoci sullo stesso piano. Noi proseguiamo l’opera che da anni abbiamo intrapreso, prendendoci cura delle persone fuggite da guerre e oppressione», così il co-direttore della Caritas diocesana di Macerata, Mario Bettucci, intervistato oggi, 6 febbraio, dal quotidiano Avvenire.

Il Centro di ascolto che collabora con la Caritas, spiega Bettucci, “accoglie 50 persone, in convenzione con la Prefettura”, tra cui oggi permane “la paura, lo sbigottimento”. I migranti, provenienti da Ghana, Senegal, Nigeria, Pakistan, “arrivano da un’esperienza diversa di accoglienza, di familiarità, di solidarietà fattiva”. L’approdo, per tutti, è il permesso di soggiorno, ottenuto il quale non si può lasciarli soli. Spiega il co-direttore della Caritas: “il passaggio è cruciale, perché se l’integrazione non si concretizza nella possibilità di vivere in un alloggio decoroso e soprattutto di lavorare, si rischia di vanificare tutto il lavoro precedente”.

A riguardo della sparatoria e del collegamento con l’omicidio della giovane Pamela, Bettucci è netto: “I due eventi sono collegati solo dal colore della pelle di Oseghale e delle persone bersaglio di Traini. In cima al giro di droga non ci sono solo nigeriani”. Ci si chiede, aggiunge, “se non si tratti di un fenomeno intercettato troppo tardi”, perché nonostante “le forze dell’ordine sono presenti da anni davanti alle scuole”, “l’azione va condotta all’interno della scuola con un impegno di formazione culturale che va preso di petto, coinvolgendo le famiglie”.

Anche in quest’ottica, non manca l’impegno di Caritas: “Da quattro anni siamo impegnati in incontri nelle scuole superiori con un progetto di accompagnamento dei giovani”, conclude Mario Bettucci: se “nel primo anno abbiamo raggiunto 870 studenti”, quest’anno “abbiamo in programma incontri con 82 classi per 1.870 alunni complessivi”.

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