Sparatoria a Macerata. Acli: «Il fenomeno migratorio va affrontato con diversi percorsi di integrazione»

Riceviamo e pubblichiamo la nota diffusa dalle Acli maceratesi.

Il raid razzista che il 3 febbraio, come reazione alla terribile ed inaccettabile morte di Pamela, ha insanguinato le vie di Macerata dimostra che accrescere la paura e diffondere l’odio contro gli stranieri produce intolleranza, razzismo e risposte violente.

Le campagne anti-immigrati degli ultimi anni hanno ingigantito le dimensioni dei problemi connessi al fenomeno migratorio favorendo nell’opinione pubblica, già colpita dalla crisi economica, oltre a un forte senso di insicurezza, anche smarrimento, disinformazione, paura del diverso e crescente intolleranza. L’odio genera odio.

Siamo di fronte a fenomeni a cui, come ha detto il vescovo Marconi, «la nostra società deve cercare di rispondere con sapienza e moderazione» e che possono e debbono essere gestiti nel rispetto della legge con razionalità, efficienza e lungimiranza.

La complessità del fenomeno migratorio va affrontata da una parte con un’accoglienza dignitosa, dall’altra con percorsi di integrazione rivolti in più direzioni: dalla lingua al lavoro, dall’istruzione all’educazione alla legalità, dalla casa all’assistenza sanitaria e ai ricongiungimenti familiari.

È quanto stanno facendo da tempo le Acli maceratesi, con i loro corsi gratuiti di lingua italiana per stranieri, con l’ascolto del Punto Acli Famiglia e le pratiche di assistenza per la regolarità del loro soggiorno in Italia svolte dal Patronato Acli, con le iniziative sportive organizzate dall’U.S.Acli e con tutte le attività di socializzazione promosse dai Circoli Acli della provincia.

In questo modo ci sforziamo di mettere in pratica le parole di Papa Francesco: «L’accoglienza e l’incontro tra popoli e culture diverse è l’unica vera possibilità che ci è data per costruire comunità coese”. “L’incontro con l’altro – ha concluso il Papa nel suo messaggio per la Giornata del Migrante – non si ferma all’accoglienza, ma ci impegna tutti a proteggere, promuovere e integrare chi è costretto a lasciare la propria casa e vive momenti di grande difficoltà».

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