Alla presenza dei volontari dell’Unitalsi, dell’Avulss, del Centro Volontari della Sofferenza “Beato Luigi Noverese” e del Centro di aiuto alla vita, di una rappresentanza dei Medici Cattolici e di alcuni malati, si è svolta oggi pomeriggio, presso lo Parrocchia San Vincenzo Maria Strambi di Piediripa, la Celebrazione per la XXVI Giornata Mondiale del Malato. La Liturgia è stata presieduta dal vescovo di Macerata mons. Nazzareno Marconi che durante l’omelia ha sottolineato l’importanza dell’impegno del cristiano verso i malati: «Il mondo antico era particolarmente spaventato  dal male e dalle malattie – ha detto -, per questo nella pratica dei popoli antichi, quando una persona era ammalata e quando questa malattia si dimostrava più grave, la si metteva da parte, la si allontanava, non la si toccava più, non si voleva essere contagiati».

Ma Gesù, ha aggiunto il Vescovo: «Ha cambiato questo stile. Un lebbroso, da cui tutti si tenevano a distanza, Lui lo tocca. Non c’era bisogno che lo toccasse per guarirlo, ma lo fa. Lo fa perché quello non si senta più abbandonato e rifiutato, non si senta più solo. E su quel gesto di Gesù che stende la mano si è sviluppata tutta la civiltà cristiana».

Su quel gesto di Gesù che stende la mano si è sviluppata tutta la civiltà cristiana

Mons. Marconi ricorda come siano stati i cristiani ad inventare gli ospedali e a sostenere la fiducia nel fatto che «contro il male bisogna lottare non arrendersi» e che quando «non si può più lottare contro il male, bisogna almeno lottare contro il dolore e a difesa della dignità di chi soffre». Una croce che insegna come ci sia più fiducia in Dio da parte dei malati che in chi è “sano”: «Come il lebbroso che avvicinandosi a Gesù gli dice “Se vuoi puoi purificarmi, se vuoi puoi sanarmi”; così anche loro dicono al Signore: «Io mi fido più della tua volontà che della mia voglia di guarire, lotto contro il male e chiedo aiuto ai fratelli per essere guarito, ma mi affido alle tue mani».

Mons. Nazzareno Marconi

 

La  celebrazione si è poi conclusa con la lettura della preghiera per la XXVI Giornata Mondiale del Malato proposta dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI e con la benedizione dei volontari delle Associazioni presenti.

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