Elezioni 2018. Famiglia Cristiana intervista Gian Carlo Caselli: «Massoneria e mafie: il silenzio dei partiti aiuta i poteri occulti»

L'allarme del magistrato sul numero 8 di Famiglia Cristiana in edicola a partire da oggi, giovedì 22 febbraio

«Massoneria e mafie: il silenzio dei partiti aiuta i poteri occulti». Il magistrato Gian Carlo Caselli lancia l’allarme alla vigilia del voto del 4 marzo. Lo fa sul numero 8 di Famiglia Cristiana in edicola a partire da oggi, giovedì 22 febbraio. «Certi intrecci, ancora negati o ridotti a folclore locale, non riguardano solo qualche appalto», denuncia l’ex Procuratore capo di Palermo e di Torino: «Sono un problema nazionale che ha condizionato e condiziona la nostra democrazia».

Imprenditori, politici e studenti. Sacerdoti e magistrati. Mafiosi. Nelle logge delle quattro “obbedienze” (Grande Oriente d’Italia, Gran Loggia d’Italia, Gran Loggia regolare d’Italia, Serenissima Gran Loggia regolare d’Italia) ci sono proprio tutti. In totale oltre 17mila iscritti e più di qualche zona d’ombra. Lo certifica la Commissione antimafia. Che, con l’aiuto della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, ha rilevato al loro interno 193 “fratelli” con «evidenze giudiziarie per fatti di mafia». Restringendo l’indagine alle sole Sicilia e Calabria, risulta che ogni due logge ci sarebbe la presenza di un mafioso o un suo complice. Una “criticità” che però non sembra aver destato particolare allarme. Tanto meno in vista delle prossime elezioni.

«Non mi stupisce questo silenzio», commenta Gian Carlo Caselli. «In democrazia non dovrebbero esistere associazioni segrete con vincolo di obbedienza. Invece esistono e sono spesso veicolo di incroci torbidi fra mafiosi e altri potenti, con reciproco rafforzamento. Ma guai a chi ne parla più di tanto! C’è un processo di rimozione/riduzione collaudato da tempo e riscontrabile in molti delicati casi».

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