LA PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)
Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

MEDITIAMO
Matteo narra la confessione di fede di Pietro e la sua investitura come capo e guida della Chiesa. La grandiosità della scena verrà poi subito smontata dal racconto seguente in cui Pietro rifiuta la via della passione e della croce proposta da Gesù e riceve da lui un duro rimprovero. Gesù chiede ad ognuno di noi di collaborare alla venuta del Regno di Dio e per questo ci riveste di dignità ed importanza, ma noi restiamo sempre dei poveri uomini che se non seguono Lui sono perduti.

UNA PAROLA DI LUCE
Nel matrimonio la cosa importante non è pensare allo stesso modo, ma pensare insieme. (R.Dodds)

UNA STORIA PER RIFLETTERE
C’era una volta, un grande violinista, di nome Paganini! Alcuni dicevano, che era strano… Altri, che era angelico! Traeva, dal suo violino, note magiche… Una sera, il teatro dove doveva esibirsi era affollatissimo! Paganini fu accolto, da un’ovazione! Il maestro impugnò il violino, e cominciò a suonare, nel silenzio assoluto… Brevi e semibrevi, crome e semicrome, ottave e trilli, sembravano avere ali, e volare, al tocco delle sue mani! Improvvisamente, un suono diverso sospese l’estasi della platea… Una delle corde, del violino di Paganini, si ruppe! Il direttore si fermò… L’orchestra, che accompagnava il violinista, tacque! Il pubblico ammutolì… Ma Paganini non smise di suonare! Guardando la partitura, continuò a intessere melodie deliziose, con il suo violino… Ma, dopo qualche istante, un’altra corda del violino si spezzò! Il direttore dell’orchestra si fermò… L’orchestra tacque nuovamente! Paganini non si fermò… Come se niente fosse, ignorò le difficoltà, e continuò la sua deliziosa melodia! Il pubblico non si accorse di niente! Finché non saltò, con un irritante stridio, un’altra corda del violino… Tutti, attoniti, esclamarono: «Oh!». L’orchestra si bloccò… Il pubblico rimase con il fiato sospeso, ma Paganini continuò! L’archetto correva agile, traendo suoni celestiali, dall’unica corda, che restava, del violino… Neppure una nota, della melodia, fu dimenticata! L’orchestra si riprese, e il pubblico divenne euforico, per l’ammirazione! Paganini aggiunse altra gloria, a quella che già lo circondava… Divenne il simbolo dell’uomo, che sfida l’impossibile! Libera il «Paganini», che c’è dentro di te!
Una cosa, so: di sicuro, non tutto è perduto! Esiste ancora, almeno, una corda, e puoi continuare a suonare… Impara a scoprire, che la vita ti lascerà sempre un’ultima corda! Quando sei sconfortato, non ti ritirare… È rimasta la corda, della perseveranza intelligente: del «tentare, ancora una volta»! La vita non ti strapperà, mai, tutte le corde… È sempre la corda dimenticata, quella che ti darà il miglior risultato: la tua fede, la tua forza interiore, la tua speranza, coloro che ti amano!”.

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