Lunedì della terza settimana

5 marzo

LA PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,24-30)
In quel tempo, giunto Gesù a Nazaret, disse al popolo radunato nella sinagoga: «In verità vi dico: nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Zarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò.

MEDITIAMO
Nella sua stessa terra, Gesù si scontra con persone astiose, chiuse in se stesse, gelose di chi all’improvviso fa saltare il quadro ristretto di una vita religiosa incapace di aprirsi allo splendore dell’amore universale. Vorrebbero sfruttare a proprio vantaggio il profeta sorto in mezzo a loro. Evocando l’antico racconto di Naaman il Siro, un pagano che ricevette un grande miracolo da Dio, Gesù pone in questione la loro sufficienza. Ma dà inizio così al conflitto con i custodi di una religione che rinchiude, nel momento stesso in cui pretende di salvare.

UNA PAROLA DI LUCE
Non serve a niente essere distaccati da tutto, se non ci si è distaccati da noi stessi. (G. Bernanos)

UNA STORIA PER RIFLETTERE
Era appena finita la stagione delle piogge! Il Re Leone convocò per le nuove elezioni tutti gli animali della foresta equatoriale… Muniti di regolare certificato elettorale, accorsero tutti alla “Convention”! Dal palco presidenziale il vecchio Leone con un ruggito deciso e potente ottenne un religioso silenzio in tutta la vasta assemblea… Poi, secondo un rituale, che si ripeteva ormai da decenni prese la parola, e disse: «Cari amici, come ben sapete, con l’arrivo della democrazia, ogni anno ci ritroviamo per eleggere il Re della foresta! Anche quest’anno, come sempre, rinnoveremo “li-be-ra-men-te” l’elezione dell’unico Capo che può legittimamente governare tutta la foresta e l’intera savana: cioè… il sottoscritto, Sua Maestà il Leone! Lo eleggeremo, come sempre, a pieni voti…».
Ma, a questo punto, nel silenzio assoluto dell’immensa assemblea, si sentì una vocina squillante che scendeva dall’alto, da uno dei rami di un baobab… Una vocina, che domandava al Re Leone: «Perché?»
Tutti gli animali della foresta si girarono istintivamente verso la piccola incosciente che aveva osato parlare: per di più interrompendo il Re!
Era, semplicemente, una scimmietta, alunna della quarta classe elementare, ingenua, con pelo bruno e occhietti scintillanti…
Il Re Leone, spalancando bonariamente le zampe massicce in un gesto di paternalismo, indulgente e comprensivo, regalando a tutti un sorriso forzato a quarantasei denti, rispose: «Cara scimmietta, tu sei piccolina! Ai bambini si può perdonare, tutto… Ma, crescendo, tra non molto capirai anche tu! Ogni Regno ha bisogno di un Re… Ogni comunità ha bisogno di un Capo, di una guida!».
Convinto, di aver risposto, esaurientemente, stava per riprendere il filo del suo breve “discorsetto pre-elettorale”, quando la vocina chiese nuovamente: «Perché?». Stupito, contrariato, offeso, il Leone ruggì con vigore: «Piccola impertinente! Chi ti ha concesso la parola? Non sai che qui posso parlare soltanto io?». «Perché?», domandò ancora, tutta impaurita e tremante la piccola, ingenua, scimmietta!
«Già… Perché?», si domandarono in coro tutti gli altri animali… «Perché? Perché?…». «Perché…», ruggì, spavaldamente, sbavando di rabbia, il Leone… «Perché io sono il più forte! Perché qui comando io! Perché tocca sempre a me dire l’ultima parola! E basta!». Ma tutti i presenti continuarono a chiedere, in coro: «Perché? Perché? Perché?».
In questo modo ebbe inizio la grande rivoluzione degli animali!
L'”ex Re Leone”, fremente di rabbia, scoprì di essere nudo, abbandonato da tutti, irreparabilmente solo… E, sconfitto, se ne rientrò, più inferocito che mai, a incrudelire selvaggiamente, nella savana!
«Ogni serio: “Perché?”, aiuta, sempre, a cambiare, in meglio! Soprattutto, nella tua vita…».

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