LA PAROLA DI DIO
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,9-14)
In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

MEDITIAMO
Gesù smaschera una falsa religiosità che usa Dio solo per mettere in mostra sé stessi. Nella parabola che narra il pubblicano con la sua umiltà risulta a tutti immediatamente simpatico. Egli rinunciando ad una pretesa orgogliosa di giustizia e rettitudine, può aprirsi al Dio della misericordia.

UNA PAROLA DI LUCE
Non basta esser nati in Paesi cristiani per dirsi cristiani. Ognuno deve riconquistare la propria fede. (fratel Carlo Carretto)

UNA STORIA PER RIFLETTERE
Re Artù chiedeva ogni giorno informazioni a Merlino sui giovani che si preparavano a diventare cavalieri della Tavola Rotonda! «Mi raccomando: sono loro il futuro di Camelot!».
I giovani venivano educati ai grandi lavori e sottoposti a estenuanti prove fisiche e d’intelligenza… Arrivò il giorno dell’ultima prova, quando un ragazzino si presentò come assistente di Merlino! «Come prova finale – disse – dovete aprire quella porta senza sfondarla!». Scoppiarono in una risata, pensando alla facilità dell’operazione…
Ma dovettero ricredersi, perché era senza serratura e senza chiave!
Cominciarono, allora, a esprimere il loro parere parlando uno sull’altro! «Troppe bocche e poche orecchie!», pensò l’assistente. Cercò di aiutarli, ma nessuno lo degnò di attenzione perché era solo un ragazzo!
Alla fine si arresero tutti, eccetto il figlio di Artù, che continuò fin quando, sfinito, ammise di non sapere più cosa fare… «Hai provato a bussare?», chiese l’assistente. Al suo «toc, toc», la porta si aprì! «Ma perché, non l’hai detto prima?», chiese stizzito il Principe. «Perché solo ora hai deciso di ascoltarmi!».
Così dicendo l’assistente si trasformò in Merlino e concluse: «Ragazzi miei! Ragionate sempre con la vostra testa: ma non dimenticatevi di ascoltare chi vi è accanto!».

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