Pubblichiamo l’editoriale a cura di Luigi Taliani apparso sul sito dell’unità pastorale Immacolata – Santa Croce di Macerata.


Dove sono i giovani oggi? È la domanda che ci facciamo, spesso anche nevroticamente, quando non riusciamo ad intercettarli perché ai nostri occhi sembrano diventati “invisibili”. È l’interrogativo che si sono posti anche i vescovi della conferenza episcopale laziale organizzando insieme a cristiani, ebrei e musulmani un convegno giorni fa presso il Santuario del Divino Amore di Roma su proposta della commissione per l’ecumenismo e il dialogo della stessa Conferenza.

Quali sono e come sono la qualità dei rapporti umani tra i giovani in questo tempo delle chat, dei social e dei tweet? Sono tante le sfide che questa nuova esperienza lancia alle nostre tradizionali comunità di fede. Come si attua oggi il rapporto tra giovani e Dio senza quelle figure di educatori che per tanto tempo hanno accompagnato le varie generazioni nell’educazione alla fede. Una categoria particolarmente coinvolta in questi nuovi processi educativi sono gli insegnanti che in numero di circa 600 hanno partecipa a questo meeting. Il vescovo di Sora-Aquino-Cassino-Pontecorvo Gerardo Antonazzo, presidente della commissione per l’ecumenismo e il dialogo dei vescovi laziali ha afffermato: «perché la Rete resta comunque una risorsa prima che un problema, ed è responsabilità dei credenti pensare quanto la testimonianza di fede possa anche passare anche nei social, frequentatissimi dai giovani». Sono quei giovani a cui la Chiesa cattolica presterà particolare attenzione con un sinodo nel prossimo ottobre.

I giovani, secondo alcuni osservatori, pur collocandosi oltre le comunità religiose tradizionali nella Rete esprimono le proprie domande e i propri bisogni sulla vita e sulla morte. I meno giovani a Macerata che ricordano che ai loro tempi il corso era gremitissimo di coetanei oggi si chiedono dove sono! Spesso si è lamentosi quando i giovani non partecipano alle nostre iniziative, ma dobbiamo chiederci come noi ci coinvolgiamo con la vita dei giovani. Mi sembra più evangelico coinvolgersi con la vita delle persone come fa il pastore con le pecore. Papa Francesco traduce questa immagine evangelica richiamando i pastori ma io direi tutta la comunità cristiana sentire a sentire “l’odore delle pecore”.

Abbiamo già attivato un sito della unità pastorale Immacolata – Santa Croce che ha mosso i primi passi dal 1 novembre scorso e che man mano gradualmente “ospiterà” le voci del nostro territorio cercando anche un “linguaggio” che possa interferire con la vita dei giovani del nostro territorio. Parlando dei mezzi di comunicazione non dimentichiamo che ha riaperto il cinema Excelsior rispondendo alle attese di tante persone.

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