I carabinieri bloccano la vendita di un rarissimo manoscritto medievale trafugato dalle zone terremotate

Uno storico documento, probabilmente il più antico mai rinvenuto negli archivi del Comune di Caldarola, è stato riconsegnato dalla Soprintendenza di Perugia e dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Ancona direttamente nelle mani del primo cittadino di Caldarola Luca Maria Giuseppetti nel corso di una conferenza organizzata per spiegare l’iter di questa testimonianza storica.

Un rarissimo manoscritto risalente al 1434 trafugato in un periodo antecedente al 1980, ultima data in cui è stato riorganizzato l’archivio storico del Comune di Caldarola e nel quale questo documento non risultava.

Ritrovato quasi casualmente grazie al senso civico di un appassionato di documenti antichi che ha immediatamente segnalato alla Soprintendente Archivistica e e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche, Dott.ssa Sabrina Mingarelli, il tentativo di vendita di questo storico manoscritto, messo all’asta da un inserzionista di Varese attraverso un sito di aste telematiche destinato principalmente ad acquirenti d’oltre oceano.

Grazie ad un veloce lavoro coordinato tra Soprintendenza, Arma dei Carabinieri e Procura di Varese, in collaborazione con la Stazione locale dei Carabinieri e gli archivisti di Caldarola, si è riusciti velocemente a bloccare la vendita e a ricostruirne la provenienza che, appunto, ricolloca il manoscritto nella sua sede naturale, cioè l’archivio storico del Comune di Caldarola.

Aldilà dell’iter penale, che è tuttora in corso, il comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Ancona, il Maggiore Carmelo Grasso, ha affermato di sentirsi particolarmente onorato di poter restituire al territorio un bene storico dopo essere stato direttamente investito dell’onere di spogliarlo, ovviamente per motivi di sicurezza, per mettere al riparo da ulteriori danni i beni artistici ospitati in sedi gravemente colpite dal sisma.

Grato il Sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, che ha ricordato quanto importanti sono questi beni storici anche per l’animo dei cittadini, raccontando un’esperienza personale legata al terremoto, infatti quando ha dovuto svuotare la sua abitazione danneggiata dal sisma la sua famiglia ha voluto mettere a riparo anche vecchi libri e quaderni di scuola legati all’infanzia dei figli, ormai adulti, proprio per non perdere le radici e le testimonianze storiche familiari. Questo documento rappresenta la radice della popolazione caldarolese, una popolazione che proprio nei primi del 1400 stava acquisendo un’autonomia ed indipendenza, sancita dalla Bolla di Emancipazione di Papa Eugenio VI, che l’avrebbe portata a diventare poi, grazie anche ai Conti Pallotta, una vera e propria perla rinascimentale.

Infine una curiosità che è stata sottolineata dal Maggiore Grasso: sulla prima pagina del documento il capolettera, come si usava all’epoca, era stato decorato con l’immagine di un drago, immagine utilizzata in epoca recente proprio come simbolo del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico dei Carabinieri, una simbologia casuale ma particolarmente significativa.

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