Macerata: quando riappaiono i “fantasmi del passato”

In una giornata primaverile come è stata quella di ieri 25 aprile un episodio disgustoso e diseducativo è accaduto in Piazza Cesare Battisti a Macerata. Pacifici cittadini, amanti del dialogo e della condivisione, avevano pensato ad una giornata di festa tra popoli provenienti da Paesi diversi. Ma inaspettatamente è riapparso un “fantasma” del passato. Un fantoccio a testa in giù riempito di caramelle, con ovvi riferimenti al remoto passato e a quello più recente, poteva essere colpito con un bastone da chi voleva e che eventualmente poteva raccogliere i dolciumi. Un gioco macabro! Quella che doveva essere una festa di popolo è stata macchiata da “ferrivecchi” di una lontana ideologia.

Non ho elementi per entrare nella organizzazione “tecnica” da tanti punti vista per dare un giudizio di questo tipo sulle responsabilità giuridiche e istituzionali. Ma vorrei commentare questa cultura “anti” con le parole che Anna Laura Braghetti, brigatista rossa implicata come “vivandiera” nel rapimento Moro non pentita né dissociata, in una intervista che io le potei fare alla fine degli anni 90 (a margine di un incontro nella comunità di Capodarco di Fermo ndr). Lei mi dichiarava che non aveva più senso parlare fascisti e antifascisti, frutto di questa divisione degli odi dell’immediato dopoguerra. Ora lei auspicava che i giovani non si dividessero più in queste contrapposizioni,ma tornassero a collaborare sul campo del volontariato.
Brutto segno quando la nostra cultura deve guardare al presente con gli occhi del passato! Guardiamo in avanti e non nello specchietto retrovisore della nostra vita!

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