Macerata. «La cultura dell’incontro»: il tavolo ha approfondito il tema «Migranti e legislazione italiana»

L’obiettivo che ha incoraggiato gli organismi pastorali della diocesi e associazioni locali a formare un tavolo comune è principalmente quello di aiutare la comunità a superare un periodo molto particolare, caratterizzato dalla paura e dall'incomprensione

Venerdì 18 maggio si è tenuto, presso il Cine-teatro “Excelsior” di Macerata, l’incontro sul tema “Migranti e legislazione italiana”. L’evento è stato organizzato da “La cultura dell’incontro”, un tavolo composto da servizi pastorali diocesani Caritas, Migrantes, Missio-Giovani, Centro Missionario in collaborazione con associazioni “Refugees Welcome Macerata”, “Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza – Macerata” e “Bondeko Onlus” con il patrocinio del Comune di Macerata. L’obiettivo che ha incoraggiato gli organismi pastorali della diocesi e associazioni locali a formare un tavolo comune è principalmente quello di aiutare la comunità a superare un periodo molto particolare, caratterizzato dalla paura e dall’incomprensione. L’unico modo per superare questa difficoltà è proprio la conoscenza, l’informazione e soprattutto l’incontro.

Ospiti di venerdì sono stati Paolo Cognini, esperto di Diritto Penale, e Daniele Albanese, collaboratore dell’Ufficio Immigrazioni Caritas Italiana che hanno risposto alle domande di Lina Caraceni, Professore associato dell’Università di Macerata. Durante la serata sono stati affrontati diversi argomenti rivolti a capire non solo la legislazione italiana attualmente in vigore che regola i migranti, ma anche le motivazioni che spingono questi soggetti a lasciare il proprio Paese; materie, queste, che sono fondamentali sia per comprendere il lavoro dei centri di accoglienza sul territorio sia per capire quali sono i meccanismi che si attivano a livello internazionale.

Non sempre la migrazione è il risultato di povertà, dagli ultimi studi, infatti, si è notato proprio che le popolazioni colpite maggiormente da questo fenomeno sono quelle dei Paesi in via di sviluppo come Cina, Messico e Filippine. Da questo si può intuire che la soluzione non può limitarsi al semplice invio di denaro per combattere la povertà nel Paese di origine ma bisogna attivarsi con progetti che guardano più al futuro. A tal proposito si è parlato anche dei “Corridoi Umanitari”, progetto finanziato dalla CEI e attivato e gestito dalla Caritas Italiana, da Migrantes e dalla Comunità di Sant’Egidio, con il benestare dei Ministeri degli Interni e degli Esteri. A seguito di un protocollo di intesa con il governo etiope è stata possibile attivare una collaborazione tra i due Stati. I profughi di nazionalità eritrea, somala e sud sudanese riconosciuti dal governo etiope e accolti nei campi profughi presenti sul loro territorio verranno accolti in Italia presso le Caritas diocesane dove inizieranno la procedura di richiesta di asilo politico. Un ruolo molto importante sarà svolto dalle famiglie tutor, dalle parrocchie e dai centri di accoglienza che aiuteranno i profughi ad inserirsi nella comunità in modo concreto.

L’incontro si è concluso dandosi appuntamento in autunno con “Storie d’Immigrazione”, un ciclo di film con dibattito sull’immigrazione, che si terranno a partire da ottobre e che prevede diversi incontri.

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