Padre Alberto Panichella: una vita al servizio del Brasile e dei suoi poveri

Dopo un'esperienza pluridecennale in Brasile è tornato in Italia, per provare a rinnovare la Chiesa locale con lo stesso spirito delle Missioni. Ma il Brasile torna a chiamare...

Può essere difficile vivere con gli ultimi, vedere le piaghe che li affliggono e  continuare comunque ad amare un Paese e la sua popolazione, ma padre Alberto Panichella, dopo 28 anni vissuti in missione nelle favela brasiliane, ancora sente forte l’amore per questo Paese. Ha fatto la scelta di indirizzare la sua opera di evangelizzazione verso i poveri perché, dice: «A loro è annunciata la Buona Notizia». Il fine del suo operato è vincere la miseria, che non rende lode a Dio, soprattutto in un paese primo al mondo per disuguaglianze come il Brasile. I suoi tentativi di cambiamento sono stati anche ostacolati: lui stesso confessa di aver ricevuto tre assalti, all’ultimo dei quali non si spiega come abbia fatto a scampare.

Durante le sue più o meno lunghe visite in Italia ha cercato di essere missionario come in Brasile, incontrando però molte più difficoltà dovute alla condizione in cui vivono i migranti, con cui ha instaurato legami d’amicizia, ad una concezione individualistica della fede giovanile, e dalla totale assenza di valori cattolici, anche a causa di  una catechesi insufficiente, svolta da sacerdoti che per la loro età non riescono più ad attrarre fedeli. Tutto ciò in un quadro politico, non solo italiano, che lui definisce “disastroso”. Nonostante ciò, la carica di padre Alberto non si esaurisce, anzi ha scritto un libro che sarà pubblicato a breve, “Una guerriera affronta le ruspe: racconti di un Brasile che lotta”, in cui racconta i conflitti e i cambiamenti visti da vicino nelle missioni.

Pur avendo ottenuto molteplici risultati, il missionario maceratese non ne vuole sapere di smettere di portare Gesù tra i poveri del Brasile: ripartirà a novembre. Nel frattempo, vuole dedicarsi il più possibile ai propri amici italiani e agli ultimi, il cui numero sta crescendo anche nel nostro Paese.

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