Grande sorpresa per gli affezionati frequentatori della Messa domenicale alla chiesetta della Maestà di Urbisaglia, quando alle 8 di stamattina hanno visto affacciarsi alla porta della minuscola sacristia il vescovo Nazzareno Marconi.

«In un tempo di diminuzione dei sacerdoti capita anche al vescovo di rimpiazzare qualche sacerdote come don Marino, impegnato al campo scuola», ha esordito il vescovo introducendo la celebrazione eucaristica.

La chiesetta della Maestà

La chiesetta, sempre curata con amore da Gabriella Pierucci, si riempie ogni domenica mattina di fedeli che in gran parte la raggiungono a piedi dalle case circostanti, ma non manca anche chi, antico residente, vi torna quasi tutte le domeniche, a rinnovare l’appuntamento con Maria e coi vecchi vicini di casa.

La distribuzione dell’Eucaristia

Monsignor Marconi si è subito messo in sintonia col clima familiare della celebrazione accompagnando i presenti ad accostarsi al Vangelo del giorno che racconta di Gesù respinto dalla gente del suo stesso paese, invitando a lasciarsi interrogare da questa reazione per accettare di guardare alla realtà cercando di porci dal punto di vista del Signore.

Immagine della Madonna

Prima della conclusione della celebrazione il vescovo, manifestando la contentezza per aver conosciuto una chiesetta che è un piccolo scrigno di bellezza, ha voluto commentare due particolari dell’immagine della Madonna: l’uccellino in mano a Gesù, elemento spesso presente nelle raffigurazioni antiche, a ricordo dell’unica “opera d’arte” attribuita da una leggenda al Bambino, che da piccolo avrebbe realizzato un uccellino di creata. Questo, rotto da compagni invidiosi, sarebbe stato ricomposto e fatto vivere da Gesù. Monsignor Marconi ha fatto poi notare che la mano sinistra del Bimbo è appoggiata sul seno della Madre, con un gesto di grande umanità, frequente nei piccoli alla ricerca di rassicurazione.

In conclusione, dopo il canto a Maria, un caloroso e grato applauso ha salutato il vescovo.

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