Ascoli Piceno. Gli esperti della Fondazione Paoletti per la ricostruzione di «Un me migliore di me»

Si è chiuso ieri al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno un convegno di studio sulla resilienza, con una speciale lezione-spettacolo intitolata «Un me migliore di me». È la seconda edizione del progetto itinerante «Prefigurare il futuro» a supporto delle comunità colpite dal sisma; realizzato dalla Fondazione Patrizio Paoletti, istituto di ricerca e di formazione in campo neuroscientifico ed educativo.

all’evento hanno partecipato più di 200 persone. Un grande consenso che testimonia il bisogno di una comunità che vive in un contesto dove la prolungata esposizione allo stress post–sisma mette a rischio la ripresa psicologica, sociale ed economica.

La resilienza, è una capacità naturalmente insita nell’uomo che gli permette di superare le avversità adattandosi alle nuove contingenze e traendo forza dalle risorse più intime e profonde. È stato il filo conduttore di tutte le tappe del percorso «Prefigurare il Futuro». Per questo si è scelto di concludere il progetto proprio con un evento dedicato ad essa, guardando però a questa risorsa attraverso nuovi e molteplici punti di vista.

Psicologia e neuroscienza, ma anche architettura, parola e musica si sono così intrecciate in un suggestivo viaggio esplorativo all’interno della «mente resiliente», attraverso diverse epoche storiche, dal presente al passato, tornando di nuovo al presente.

Dopo gli interventi della psicologa Tania di Giuseppe, della neuroscienziata Tal Dotan Ben Soussan, e della ricercatrice Angela Colonna, culmine dell’evento è stata la lezione-spettacolo guidata da Patrizio Paoletti, presidente dell’omonima Fondazione, tra i massimi esperti di comunicazione relazionale. Sul palco c’erano anche l’attore Fabrizio Guarnieri, voce narrante, e il solista Paolo Andriotti, al violoncello.

Paoletti ha condotto il pubblico in una narrazione poetica sul tema della resilienza attraverso un excursus di letture sceniche dei più grandi filosofi, pensatori e protagonisti della società civile di tutti i tempi, Da Seneca a De Montaigne, da Madre Teresa di Calcutta a Rita Levi Montalcini, solo per citarne alcuni. « Il percorso – spiega Paoletti – ha portato il pubblico a incontrare il pensiero e le vite di modelli resilienti nella storia. Ricalcando le domande che si sono fatte in merito al successo e alla realizzazione è stato possibile guardare con occhi nuovi quello che oggi ci circonda e cogliere il senso profondo di comportamenti e azioni. Con la testimonianza delle loro vite, questi individui hanno saputo riportare al centro la consapevolezza umana: reale punto di partenza per prefigurare un futuro migliore». .

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