Macerie e amianto: appello di Confindustria Macerata alle Istituzioni

La normativa prevede infatti un preciso protocollo e adeguati requisiti per svolgere attività di demolizioni, con piani di gestione delle sostanze pericolose, piani di controllo delle polveri e del rumore e l’individuazione di apposite misure di protezione ambientale

(foto Manuel Romano)

Nell’ambito delle attività di rimozione delle macerie pubbliche, Confindustria Macerata intende richiamare l’attenzione sulla recente vicenda della presenza di fibre di amianto, riscontrata dalle autorità competenti, presso il deposito temporaneo del Cosmari, il sito dove vengono destinate le macerie pubbliche prodotte dal sisma. E’ opportuno evidenziare che il meccanismo pubblico individuato a livello nazionale prevede una fase di rimozione in sito effettuata dal Genio militare, di successivo trasporto al Cosmari per la selezione, e una fase finale di trasferimento alle aziende private per la lavorazione delle macerie per il loro riutilizzo. Come sempre sostenuto dalla nostra Associazione le prime fasi del processo devono essere realizzate con personale specializzato, idoneo a individuare la presenza dei materiali pericolosi, ivi incluso l’amianto, seguendo tutte le procedure previste dalla norma e con impianti di prossimità, che ne limitino la circolazione, a tutela delle imprese, dell’ambiente e della salute dei lavoratori.

La normativa prevede infatti un preciso protocollo e adeguati requisiti per svolgere attività di demolizioni, con piani di gestione delle sostanze pericolose, piani di controllo delle polveri e del rumore e l’individuazione di apposite misure di protezione ambientale. E’ evidente che, la non corretta preventiva individuazione a monte della presenza di materiali pericolosi nelle macerie, rischia di compromettere l’attività delle aziende private di trasporto, selezione e lavorazione, sulle quali finirebbe per ricadere la responsabilità civile e penale per la non corretta selezione del materiale. Il paradosso è infatti che le aziende private che ricevono il rifiuto già selezionato e passato da rifiuto urbano a rifiuto speciale non pericoloso, e quindi nel passaggio dalla gestione pubblica a quella privata, si trovino poi a rispondere di responsabilità per fatti ascrivibili a fasi monte del processo stesso. Confindustria Macerata rivolge un appello alle istituzioni affinché venga individuata con chiarezza la responsabilità, salvaguardando i diritti degli operatori economici impegnati nella filiera produttiva.

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