Il vaticanista Accattoli: “A chi giova infangare il Pontefice?”

Sul suo blog il vaticanista e scrittore commenta gli attacchi a papa Bergoglio da parte dell'ex nunzio Viganò

Pubblichiamo alcune considerazioni del vaticanista Luigi Accattoli apparse sul blog www.luigiaccattoli.it e disponibili a questo indirizzo web: clicca qui.

Volano attacchi al Papa. L’accusa è vasta. E non è solo quella specifica riguardante il cardinale statunitense che ultimamente Francesco ha scardinalato perché abusatore conclamato. Più ampiamente Francesco viene accusato dall’ex nunzio Carlo Maria Viganò di “abdicare al mandato di confermare i fratelli”. Con la sua azione – ha scritto l’arcivescovo – “li induce in errore” e incoraggia i lupi a divorarli. Il Papa – dice ancora – si associa agli abusatori nel compiere il male. La sua condotta – riguardo agli abusatori – è “sconcertante, peccaminosa”. Il memoriale di Viganò è il segno della lotta che è in atto nella Chiesa: una lotta mossa da ambienti ecclesiastici e clericali che non accettano le riforme di Francesco. Questi ambienti hanno prima accusato il Papa di eresia e ora lo accusano di farsi alleato degli abusatori.

Luigi Accattoli

L’appartenenza dell’arcivescovo Viganò a quegli ambienti era risultata esplicita con l’adesione, il gennaio scorso, alla “Professione di verità sul matrimonio sacramentale di tre vescovi del Kazakistan”, che era un atto di opposizione formale all’Amoris laetitiae di Papa Francesco, condotto sulla linea della “Correctio filialis” che tre mesi prima aveva accusato Bergoglio di sostenere e propagare sette eresie. L’accusa al Papa mossa da Viganò è strumentale e funzionale alla campagna tradizionalista già in atto per porre fine al Pontificato di Papa Bergoglio di cui si temono le riforme. Nello specifico Viganò incolpa Francesco d’aver agito solo ultimamente verso il cardinale McCarrick mentre sapeva fin dall’elezione della sua indegnità; e lo accusa d’aver lasciato cadere le restrizioni “segrete” poste al cardinale da Benedetto: ma è comprovato che lo stesso Viganò violava quelle restrizioni, se erano quali egli ora le racconta. Già sotto Benedetto infatti Viganò come nunzio a Washington onorava della sua frequentazione e lodava pubblicamente il cardinale ora scardinalato.

Quali che possano essere gli errori del Papa su una singola vicenda è sotto gli occhi di tutti il suo impegno per contrastare gli abusi. Le decisioni che ha preso su vescovi e cardinali responsabili di abusi o di coperture degli abusi sono le più severe mai prese da altri Papi. Errori nel condurre il risanamento dallo scandalo degli abusi Francesco ha già ammesso d’averne compiuti e magari ne avrà compiuti anche nella vicenda McCarrick, ma questo basta per considerlo un complice degli abusanti e per chiederne le dimissioni? Sul fronte degli abusi sessuali, di coscienza e di potere Francesco merita la fiducia di chi osserva gli eventi con disinteresse.

A chi giova infangare gravemente – come ha fatto Viganò – la memoria degli ultimi due Papi, che presero sulla questione molte più decisioni simili e preparatorie rispetto a quelle di Francesco? E’ sotto di loro che il cardinale scardinalato da Francesco ha svolto e concluso la sua luminosa carriera, mentre – ci assicura Viganò – di lui si sapeva tutto fin dall’inizio. E lui, Viganò, che tutto sapeva, tutto taceva. Ed è corretto accusare a man bassa una ventina di cardinali e una decina di vescovi, come fa quel memoriale, di nuovo coinvolgendo gli ultimi due Papi con il porre sotto accusa i Segretari di Stato, i Sostituti e i Capidicastero che operarono in loro nome? Il memoriale di Viganò segue il metodo delle famose lettere di protesta che lo stesso scrisse nel 2011 per opporsi al trasferimento a Whashington: l’uomo somatizza e ingrandisce. Ora fa sapere che teme per la sua incolumità. Ve l’immaginate una spedizione dei Papaboys?

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments