Il tema della celebrazione della giornata del creato che non è riconducibile solo alla giornata del 1° Settembre ma a tutto il mese. Il tema della 13° giornata nazionale per la custodia del creato è: «Coltivare l’alleanza con la terra» come recita il messaggio che ci propone una sfida che non interessa solo l’economia e la politica: c’è anche una prospettiva pastorale da ritrovare, nella presa in carico solidale delle fragilità ambientale di fronte agli impatti del mutamento, in una prospettiva di cura integrale.

Occorre trovare il legame tra la cura dei territori e quella del popolo, anche per orientare ai nuovi stile di vita e di consumo responsabili, cosi come a scelte lungimiranti, della comunità. Per questo Papa Francesco ricorda che «la pace interiore delle persone è molto legata alla cura dell’ecologia e al bene comune, perché, autenticamente vissuta, si riflette in uno stile di vita equilibrato unito a una capacità di stupore che conduce alla profondità della vita» ( Laudato Si. n.225). Occorre perciò dare fondamento a tale attenzione, inserendola sistematicamente nei corsi di formazione per tutti coloro che esercitano responsabilità della comunità ecclesiale.

La parola chiave di questa giornata mondiale è l’acqua e sono stati puntati i riflettori sui 600 milioni di persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. «Il mare, gli oceani, l’acqua» chiamano tutti «a pensare alla fraternità». L’accesso all’acqua è infatti «il primo dei diritti umani», afferma mons. Bruno Marie Duffè, segretario del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, «è un invito a dire io credo, io curo, io spero, io amo la vita e a mio fratello». Il mare però è diventato anche luogo di morte e disperazione per migranti rifugiati. La giornata del creato per tanto è un invito a ripensare «la fraternità e la solidarietà con i quattro verbi indicati da Papa Francesco: Accogliere, proteggere, promuovere e integrare».

E’ stato anche ricordato in occasione della presentazione del messaggio pontificio degli effetti della desertificazione in Africa e degli aiuti concreti portati dai missionari alle popolazioni più povere, tramite la costruzione di nuovi pozzi e strutture per l’irrigazione.

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