Il beato Pino Puglisi raccontato dai familiari nel libro di Fulvio Scaglione

Parte dei proventi della vendita verrà devoluta per la costruzione di un asilo nido a Brancaccio, ultimo sogno del Beato Giuseppe Puglisi

La sera del 15 settembre 1993 padre Pino Puglisi, parroco del quartiere palermitano di Brancaccio, fu ucciso dai killer della mafia. Perché si volle colpire quel sacerdote mite ma deciso, affezionato alla sua gente e mai disponibile a deviare dalla strada del Vangelo? Chi era questo martire che nel 2013 è stato elevato agli onori degli altari e proclamato Beato da papa Francesco? Nel libro “Padre Pino Puglisi – Martire di mafia” curato da Fulvio Scaglione (Edizioni San Paolo 2018, pp. 240, euro 14.90). i familiari di padre Pino ne tracciano per la prima volta un ritratto sorprendente che parte dalla giovinezza, dalla vocazione, dall’impegno con i ragazzi. Ma anche dal rapporto con la madre e i fratelli, dalla delicata funzione di supporto ai nipoti.

In queste pagine la partecipazione alle cause sociali, i primi scontri con la violenza e le faide, si accostano alle feste e agli scherzi in famiglia. E ancora: il rapporto dialettico con le istituzioni, la fondazione del Centro di Accoglienza Padre Nostro e la fine violenta, sono riletti accanto agli ultimi giorni trascorsi meditando nella casa del fratello. Riga dopo riga riscopriamo padre Pino Puglisi, guardandolo da una prospettiva che non era ancora stata raccontata.

La prefazione di Mons. Corrado Lorefice, postfazione di Maurizio Artale. Il volume presenta anche un ricco apparato iconografico, con foto inedite. Parte dei proventi della vendita verrà devoluta per la costruzione di un asilo nido a Brancaccio, ultimo sogno del Beato Giuseppe Puglisi.

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