Morire a 15 anni per un selfie

Un ragazzo di 15 anni sale sul tetto di un centro commerciale per farsi un selfie e cade tragicamente da quell’altezza.

L’opinione pubblica s’interroga su questo evento.

Né droga né problemi psichici, non una sbagliata educazione, ma un adolescente della nostra epoca. Eppure le foto che ritraggono questo gesto sono veramente inquietanti e ci provocano a una riflessione sulla vita di un adolescente con tutte le problematiche che accompagnano questo arco di età.

Un adolescente che esce dalla sua fanciullezza si trova ad abitare un nuovo corpo, a parlare una nuova lingua, a crearsi un nuovo stile.

L’adolescente è un viaggiatore che si lascia alle spalle un “continente” dell’infanzia per incamminarsi verso una terra straniera, verso lo splendore e l’orrore del mondo.

Come sono “equipaggiati” i nostri adolescenti per oltrepassare gli ostacoli di questa nuova terra?

Il loro è un “viaggio” verso la libertà e, dato che sono scomparsi tanti “riti” che in passato determinavano e puntualizzavano le varie epoche della vita, oggi l’adolescente in questa particolare stagione storica mostra tramite i social dei gesti che comunicano il suo passaggio verso una nuova stagione.

Si sono allentati tanti legami creando una polverizzazione individualista. Certo, cosa possiamo fare che non sempre possiamo garantire la felicità dei nostri figli. Da adulti possiamo solo accompagnarli con la nostra vita.

Siamo agli inizi di un anno scolastico in cui i ragazzi possono tradurre la loro sofferenza e il loro disagio in parole.

Dobbiamo trovare tutte le occasioni per dare e ascoltare la parola ai giovani. Tante volte anche i gesti più assurdi sono un grido di aiuto verso gli adulti.

 

 

 

 

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