Durante la tradizionale festa della parrocchia San Vincenzo Maria Strambi di Piediripa si celebrano anche i 50 anni dall’ampliamento dell’antica chiesa, la prima al mondo ad essere dedicata a San Vincenzo Maria Strambi. Ripercorriamo insieme le tappe di questa storia.

Fu nel 1945 che, terminata la guerra e iniziata la ricostruzione, gli abitanti di Piediripa pensarono finalmente di costruire una chiesa più accessibile alla popolazione: la parrocchia più vicina era infatti quella di Santa Maria delle Vergini, situata a 3 km di distanza da Piediripa.

San Vincenzo Maria Strambi

La sera del 10 dicembre 1945 un comitato di fedeli si riunì a Piediripa proprio per discutere la costruzione della nuova chiesa; nello stesso periodo papa Pio XII faceva a Roma i preparativi per la santificazione di Vincenzo Maria Strambi (1745-1824), passionista che era stato vescovo di Macerata: per questa ragione i piediripensi decisero di intitolare la nuova chiesa non a santa Rita, protettrice degli automobilisti, come si era pensato in un primo momento, ma proprio a San Vincenzo.

Il 3 luglio 1949 il vescovo di Macerata Silvio Cassulo pose la prima pietra della futura chiesa, edificata vicino alla borgata del fiume Chienti, sulla strada provinciale che collega Macerata con Civitanova, grazie alla cessione di una larga striscia di terra da parte dei marchesi Claudio Quinto Ciccolini e Andrea Costa. La chiesa sarebbe sorta sul sito dove il 18 giugno 1944 era avvenuto un tragico fatto: la fucilazione da parte di militari tedeschi in ritirata di due civili, Pietro Palmieri e suo figlio Fernando.

Il progetto della chiesa venne affidato all’architetto Marone Marcelletti e i lavori furono diretti dal cancelliere vescovile Otello Gentili. Parte del materiale costruttivo fu recuperata dalle macerie del vecchio ponte sul Chienti, fatto saltare dai tedeschi in ritirata. L’intera popolazione si mobilitò e contribuì gratuitamente all’edificazione della nuova chiesa offrendo manodopera e denaro. Tra le numerose donazioni giunse perfino il contributo dell’arcivescovo di Chicago Samuele Stritch.

Delle tre navate previste fu costruita solo quella centrale: la chiesa misurava 22,80 m di lunghezza e 9,30 di larghezza, per una capienza di 600 persone; il soffitto era in travi di legno e la facciata in cotto, impreziosita da un rosone; l’altare in travertino, chiuso da una balaustra in marmo. L’abside ospitava un dipinto raffigurante San Vincenzo in atto di preghiera presso la Madonna della Misericordia, opera di Padre Stefano Bordi. La nuova chiesa venne infine inaugurata il 19 agosto 1951.

15 anni dopo la chiesa di Piediripa non era più in grado di contenere i fedeli: si decise pertanto di iniziare i lavori di ampliamento. Nacque così la chiesa attuale, che sorge su quella originaria: il progetto fu di nuovo affidato all’architetto Marcelletti e per la seconda volta i piediripensi gareggiarono tra loro per generosità e impegno. La chiesa si arricchì poi di splendide opere d’arte come la Via Crucis scolpita in legno dall’artista Peschi, l’affresco dell’altare della Madonna e il crocifisso che sovrasta l’abside.

Ma i motivi di vanto per la parrocchia non terminano qui: a 50 anni da quella data, sabato 15 settembre, il vescovo Nazzareno Marconi durante la celebrazione ha benedetto le coppie di sposi che quest’anno festeggiano il loro venticinquesimo e cinquantesimo anniversario di matrimonio. Il vescovo ha sottolineato come la vocazione matrimoniale richieda un impegno concreto e costante, che, in unione con la fede, rende la coppia testimone luminosa dell’amore di Dio, in grado di compiere miracoli anche nei cuori più aridi.

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