DIARIO DAL SINODO. Al centro di tutto ci sia il grande sogno del bambino che è in noi!

di Federica Ancona*

 

Ce l’ho fatta! Queste sono le prime parole nel momento in cui ho raggiunto coloro che saranno i miei compagni di viaggio in questo mese di permanenza nella città cuore della cristianità. Ce l’ho fatta ad iniziare quest’avventura che per me è stata come la salita che ha portato all’alloggio: che fatica, ma al contempo che gioia trovarsi accolta da una grande famiglia in cammino e desiderosa di mettersi in ascolto di noi giovani! Le lacrime di Papa Francesco dinanzi alla presenza dei due Padri Sinodali cinesi, evento storico, mi fa dire che non sono l’unica oggi a dire: ce l’ho fatta; ce l’abbiamo fatta!

Mi trovo assieme a tanti ragazzi e ragazze come me nelle prime file in attesa dell’arrivo del Santo Padre dopo sei anni dalla mia conversione. Si è parlato di sogni e ho la prova tangibile proprio in questo momento che quel primo, piccolo, per certi aspetti inconsapevole sì mi ha portato a condividere questa nuova avventura. Dio non si lascia vincere in generosità! Mai avrei pensato ad un regalo così grande.

Sono colpita dalla folla, dai tanti volti in attesa del Papa, da questa grande famiglia, dalla commozione di molti, ma soprattutto da quelle lacrime. Forse per l’emozione o forse per un “udito” che rappresenta quello di tanti giovani, ho captato ciò che più mi rappresenta in una delle parole di Francesco quando, rivoltosi ai Padri Sinodali, ha detto: “L’uomo mantenga quello che da bambino ha promesso”.

Sì, il bambino dentro ciascuno di noi è colui che ha avuto e tuttora ha grandi sognivisioni originali e l’audacia di essere un profeta di novità.

L’esperienza condivisa con tanti miei coetanei, le innumerevoli grida che io stessa e molti altri giovani hanno consegnato al mondo, a coloro che li circondavano, dicono la voglia, il desiderio di cambiamento. Ho avvertito un passaggio importante dopo questa esclamazione: “I nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore”.

Mi chiedo se il segreto non stia proprio lì. Quotidianamente, con i tanti ragazzi in Comunità, ci siamo presi l’impegno, su suggerimento di Chiara, di meditare il Vangelo cercando di viverlo con radicalità. Il brano scelto quest’oggi mi ha fatto pensare immediatamente a questo mio impegno: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

In questi giorni di preparazione ma anche di vita semplice e ordinaria, meditando il Vangelo, spesso Gesù ha messo i bambini al centro di ogni discussione. Ecco, credo che ciò che mi porto da questo primo momento così forte e che mi toglie il respiro per tanta emozione, è proprio questo: che al centro di quanto verrà condiviso, discusso ci sia il grande sogno del bambino che è in noi!

Vorrei tanto che quel diventare come bambini sia la porta d’ingresso per un dialogo sincero e onesto con noi giovani.

Profezia e visione allora prenderanno, almeno per me, un senso diverso, perché toccare con mano il proprio sogno ci dà un’audacia nuova che ti permette di dirti e in seguito annunciare al mondo che c’è una via di felicità possibile qui ed ora; ti porta inoltre a vedere tutta la tua storia con una visione, una luce che ti dice realmente chi sei, cosa vuoi e dove vai.

Ce l’ho fatta a dire il mio piccolo sì! Ce l’ha fatta la Chiesa con il Santo Padre ad avere due Vescovi cinesi con noi! Ce la faremo a ridare vita a questo mondo se ritroviamo quella promessa fatta da bambini: tutti sono stati bambini; alcuni sono già adulti ed altri anziani. Ma tutti siamo stati bambini e questi stessi bambini furono messi da Gesù stesso al centro di ogni dibattito! Sì, ce la faremo!

*Rappresentante comunità Nuovi Orizzonti al Sinodo dei giovani

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