La salvezza dell’uomo è in Dio, è Dio stesso. Parola di Carlo Carretto. A trent’anni dalla morte (4 ottobre 1988) oggi si ricorda la figura dell’educatore, dirigente della Gioventù di Azione cattolica, poi mistico, studioso della Bibbia, cantore del Concilio Vaticano II, “innamorato di Dio”, che nell’ultima fase della sua vita – dopo dieci anni di deserto in Nord Africa – fu tra gli animatori della comunità dei Piccoli fratelli di Charles de Foucauld presso il monastero di San Girolamo a Spello (Perugia). Scrittore di fama internazionale, Carretto spese gran parte della vita al servizio dei giovani, aiutandoli a cercare la loro vocazione. Una figura, dunque, in linea con l’attuale Sinodo dei giovani.

Fratel Carlo Carretto viene ricordato da oggi a sabato 6 ottobre proprio a Spello. In serata sarà celebrata una messa a suffragio; domani al teatro Subasio la proiezione del film “Il mio nome è Thomas” (che prende spunto dal libro “Lettere dal deserto” di Carretto) di Terence Hill, presente a Spello per una testimonianza personale. Sabato, poi, sempre al teatro Subasio, la presentazione del libro “Carlo Carretto ieri e oggi. Spello e le colline della speranza” (Editrice Ave), curato da Gianni Borsa, che ripercorre – attraverso documenti e testimonianze – la vicenda di Carretto e di Casa San Girolamo, con testi di Giancarlo Maria Bregantini, Erina Camilletti, Loris Francesco Capovilla, Carlo Maria Martini, Leda Minocchi, Giovanna Negrotto, Ermanno Petrucci, Leonello Radi, Giancarlo Sibilia, Walter Tobagi, Matteo Truffelli.

Una particolarità del volume risiede nella trascrizione di un’intervista con Carlo Carretto effettuata dal giornalista Walter Tobagi il 21 dicembre 1979 a Legnano (Milano), dove Carretto si trovava per un incontro pubblico. Una lunga chiacchierata svoltasi nella casa parrocchiale dei Santi Martiri, alla presenza di una quindicina di giovani, e resa possibile dal parroco don Franco Fusetti, amico dei due interlocutori. L’intervista, realizzata per il “Corriere della Sera”, in realtà non fu mai pubblicata sul quotidiano perché, confessò in seguito lo stesso Tobagi a don Fusetti, secondo la redazione «quelle parole erano troppo intrise di speranza e di fiducia». Tobagi fu assassinato il 28 maggio 1980, pochi mesi dopo questa intervista, dai terroristi della “Brigata XXVIII marzo”.
Ne riportiamo alcuni brevi stralci, conservando il carattere discorsivo del testo.

Tobagi: Qual è la differenza tra povertà e miseria?
Carretto: La miseria è un peccato, una mancanza o perché uno non lavora o perché socialmente uno ha rubato all’altro, oppure perché una classe dirigente (nell’America Latina, ad esempio) toglie il pane, il minimo indispensabile ai contadini, questa è la miseria. Invece la povertà è un’economia divina. Dio ha sognato l’umanità povera. Quando Dio ha sognato l’umanità non ha sognato l’uomo in un palazzo, ha sognato una capanna con una zappa, con un piccone, con un pezzo di campo, perché? Perché attraverso il sudore della fronte l’uomo mantiene il suo limite. Dio ha pensato l’uomo povero, povero nel senso evangelico.

Tobagi: Che cosa vuole dire essere veramente cristiano?
Carretto: Che cosa vuole dire essere cristiani? Io se dovessi far l’esame ad uno che si consideri ancora cristiano glielo farei su questo: essere cristiano significa capire il valore della croce.

Tobagi: E qual è il peccato maggiore?
Carretto: Per me la mancanza maggiore di tutti i tempi è la mancanza di fede, di speranza, di carità, cioè di credere soltanto che tutto si risolva sul piano umano, cioè un cristianesimo umanizzato, un cristianesimo in cui ci sia l’asilo, la scuola, tutto bene e a posto, e tutti felici e contenti…

Tobagi: La salvezza dell’uomo nel mondo è il ritorno alla povertà?
Carretto: La salvezza dell’uomo è che trovi Dio, perché Dio è la salvezza, Dio è la luce, Dio è l’amore: trovare Dio è trovar tutto. La salvezza dell’uomo è Dio stesso.

Tobagi: Cosa pensi di fare per Capodanno, vai a Spello?
Carretto: Sì, sono a Spello. La mia gioia, il mio eremo, mi trovo veramente bene, sono in pace.

Tobagi: Come mai hai scelto Spello?
Carretto: È il Signore! Guarda, se l’avessi scelto io sarei stato troppo furbo, perché ho scelto il più bel posto del mondo. È veramente stupendo, vicino ad Assisi, in quella bellissima valle. No, no, è il Signore che l’ha scelto e io lo ringrazio.

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