Ordinazione. Mons. Massara: «La speranza per guarire l’anima e ricostuire il territorio»

«Con l'aiuto delle Istituzioni proveremo a ricostruire le nostre chiese, le nostre case, il nostro territorio - ha detto il nuovo Arcivescovo di Camerino-San Severino -, e sicuramente insieme qualcosa di buono riusciremo a farlo: grazie per la vostra testimonianza»

«Vengo per ricostruire la speranza che deve rinascere dalla fede e guarire l’anima». Si sono riempite di speranza le parole di mons. Franco Massara nel rivolgersi ai tanti che dalle Marche sono giunti ieri, sabato 6 ottobre, nella Cattedrale di Mileto per la sua ordinazione ad Arcivescovo di Camerino-San Severino Marche. Il terremoto che non abbandona i maceratesi neppure in Calabria, con le scosse nel Catanese a neanche duecento chilometri dalla Basilica, quasi a ricordare l’arduo compito che mons. Massara dovrà affrontare insieme al vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, e gli altri presuli del Centro Italia: «Con l’aiuto delle Istituzioni proveremo a ricostruire le nostre chiese, le nostre case, il nostro territorio, e sicuramente insieme qualcosa di buono riusciremo a farlo: grazie per la vostra testimonianza».

Gli amministratori presenti alla cerimonia

Toccante il saluto a mons. Francesco Brugnaro, che lo ha fatto sentire «accolto» in una terra che «ha molto sofferto per la piaga del terremoto ma che si è aggrappata alla fede e alla speranza del Vangelo», così come al cardinale Edoardo Menichelli («don Edoardo come ci chiamiamo tra di noi»), entrambi presenti alla consacrazione. Molte anche le autorità, come il consigliere regionale Angelo Sciapichetti e i sindaci di Camerino e San Severino Marche, Gianluca Pasqui e Rosa Piermattei. A loro mons. Massara ha detto: «Con voi voglio collaborare nel rispetto delle competenze di ciascuno per il bene della nostra gente e ridare una speranza nuova alle Marche».

Mons. Massara con il consigliere regionale Angelina Sciapichetti

Il primo pensiero l’Arcivescovo lo aveva rivolto ai suoi “angeli custodi”, i chierichetti che dalle Messe in parrocchia l’hanno accompagnato anche nella sua ordinazione. «Stiamo celebrando il Sinodo dei giovani è la speranza della terra passa anche attraverso loro che sono i nostri futuri giovani. Continuate ad andare a Messa, crescete sempre nella grazia di Dio, nelle cose belle che avete imparato nelle vostre famiglie: siate buoni cristiani e buoni cittadini, continuate a studiare perché dallo studio si cresce, si allarga la mente e potrete essere dei professionisti». Poi il ringraziamento al vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea mons. Luigi Renzo «per la fiducia, la benevolenza e la preghiera» che a lui si era rivolto rassicurandolo: «La difficoltà per te potrà provenire anche dalla particolare situazione che sarai chiamato ad affrontare con tanti fratelli in grave sofferenza per il terremoto. Non ti mancherà per questo la vicinanza di una terra laboriosa, paziente e creativa come quella marchigiana».

I saluti sono continuati in una Basilica stracolma: «Il primo commosso ringraziamento va al Signore, che mi ha reso foto e mi ha giudicato degno di fiducia mettendomi al Suo servizio; il secondo grazie va al Santo Padre Francesco per la fiducia posta nella mia povera persona». Proprio il Papa nel discorso ai Vescovi dei territori di Missione dell’8 settembre scorso li aveva definiti uomini «della preghiera, dell’annuncio e della comunione». Mons. Massara fa sue quelle parole: «Questo chiedo al Signore, essere uomo della preghiera per voi e con voi, affinché io possa perfezionarmi nella fede e nella grazia – ha spiegato -, uomo dell’annuncio perché il Vangelo possa incarnarsi nella mia vita attraverso il servizio ai poveri, ai sofferenti, agli ultimi; essere uomo della comunione con voi confratelli nell’episcopato, con voi sacerdoti e religiosi, con voi popolo di Dio a me affidato per crescere insieme nella carità fraterna».

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