Don Guido Cimini: il ricordo affettuoso di un Confratello

di sac. Luigi Garosio

Per chi l’ha conosciuto è doverosa una sosta di attenzione che c’è lo faccia sentire presente; ci rendiamo conto che ci ha amato e si è fatto voler bene da molti. Don Guido ha svolto vari incarichi nella generosa obbedienza al suo vescovo vivendo nel nascondinento.

Quando si presentò la necessità di nominare l’Assistente diocesano del Centrocampo volontari della sofferenza, il nostro vescovo trovo in lui gioiosa prontezza è disponibilità ad assumere l’incarico. Gli ammalati del Cvs hanno potuto vedere in lui un fratello e un padre. Hanno visto e sentito il calore umano. La sua umiltà e la sua discrezione mettevano a proprio agio ciascuno. Hanno contattato la sua sollecitudine per i deboli, la profonda stima per gli ammalati impegnati nell’apostolato della valorizzazione della sofferenza, lo hanno portato a Re numerose volte, per condividere il loro cammino di formazione spirituale e apostolica.

Varie volte ho avuto modo di conversare con lui: una conversazione sempre vivificata dalla speranza e della gioia. Mi parlava del suo impegno per far sentire e comprendere la parola di Dio nella liturgia e l’insegnamento del papà con le sue piccole riflessioni che qualche volta mi ha donato. Il suo amore alla Madonna e la sua parola piena di errore nella devozione allo Spirito Santo ci dicono un aspetto importante del suo sacerdozio. Lo vedo davanti a me pieno di fervore, di entusiasmo per il suo ministero, umile, sollecito per il bene delle anime: di delle anime, perché don a Guido mentre era immediato nell’offrire un sorriso rassicurante e affettuoso voleva anche comprendesse bene il suo interesse per il bene spirituale di quanti si avvicinano a lui.

Con tutti gli associati della Lsm di cui faceva parte, con quelli del CVs e di biondo silenziosi operai della Croce lo ricordiamo nella preghiera perché il Signore lo accolga nel suo abbraccio, premiandolo come servo buono e fedele.

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