Padre Giuseppe Moretti, classe 1938, religioso dell’Ordine dei Barnabiti è da qualche giorno a Recanati, sua città natale, per festeggiare insieme ai propri familiari e ai suoi concittadini, il suo ottantesimo compleanno, caduto proprio il 10 novembre.

Il sacerdote è soprattutto noto per il suo status di missionario nella martoriata terra afghana dove è rimasto per ben 25 anni e per 18 anni è stato a Kabul l’unico rappresentante della Chiesa cattolica. Fu perfino ferito da una scheggia di un missile che cadde proprio mentre stava celebrando la santa Messa il giorno dell’Epifania del 1994 presso la sede diplomatica italiana: un miracolo che sia sopravvissuto nonostante le gravi ferite.

(Foto Monica Verducci)

Ama ricordare spesso che era solo, e che viveva in un contesto particolare dal punto di vista sociale e internazionale, specie dopo l’11 settembre 2001, e che la vita pastorale che aveva a Kabul, seppur limitata alla comunità internazionale, era molto intensa perché è stato anche cappellano militare per alcuni anni nei campi americani.

Da gennaio 2016, rientrato da Kabul, risiede a Roma presso la Curia Generalizia dell’Ordine dei Barnabiti.

Per noi recanatesi ha celebrato una Messa nella Chiesa di Sant’Agostino, domenica 11 novembre, alle ore 11, introdotto dai saluti di monsignor Pietro Spernanzoni. Ha ricordato in particolare quando da adolescente, facendo il chierichetto nella chiesa di San Domenico, ha avuto chiara la “chiamata” a diventare sacerdote.

E la celebrazione è stata una festa, attorniato, lui, da ben undici giovanissimi chierichetti, tra maschi e femmine.

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