È stato inaugurato il nuovo anno accademico alla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi”, la scuola di eccellenza che dal 2008 affianca l’ateneo maceratese. La cerimonia si è tenuta presso l’auditorium Padre Matteo Ricci: il rettore Adornato ha portato i suoi saluti e in seguito l’evento è proseguito con l’intervento del direttore della scuola, il professore Luigi Alici, e con una lectio magistralis sul tema “Democrazia e Verità” del professore Michele Nicoletti, ordinario di Filosofia Politica all’Università di Trento e già presidente dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Michele Nicoletti, Francesco Adornato, Luigi Alici

«Non considerate mai lo studio come un dovere, ma come un’occasione invidiabile di imparare a conoscere l’effetto liberatorio della bellezza spirituale»: queste le parole, prese in prestito da Albert Einstein, con cui il rettore Adornato ha salutato i nuovi allievi della Scuola. Il rettore ha espresso grande orgoglio per la Scuola che è «il luogo in cui i giovani più capaci si incontrano e fanno esperienza». La missione della Scuola è «anticipare il futuro, costruire esperienze significative attraverso percorsi di rottura degli schemi tradizionali della didattica e della ricerca per venire incontro alle sfide della contemporaneità.»

«A partire dallo scorso anno è aumentata l’organicità dell’offerta formativa, che ha iniziato a essere costruita attorno a percorsi tematici triennali,» ha spiegato il direttore della Scuola, il professor Luigi Alici. «Le parole chiave sono tre: natura, trattata l’anno scorso, democrazia, che verrà sviluppato quest’anno, e città, il tema previsto per l’anno prossimo. Il tema di quest’anno, la democrazia, sarà trattato nel corso di 12 seminari.» Una programmazione che dimostra una grande attenzione alle attività formative rese disponibili agli studenti della Scuola, a cui l’ateneo offre la sistemazione in collegio, la mensa, l’esenzione delle tasse e altri benefici quali certificazioni linguistiche e soggiorni all’estero, in aggiunta ai normali percorsi curricolari dell’università.

Il tema di quest’anno, la democrazia, è stato introdotto dall’ospite della cerimonia, il professor Nicoletti, che nella lectio magistralis ha sottolineato l’importanza delle istituzioni universitarie quali coscienza della democrazia comune. «Fin dagli albori della democrazia, il suo rapporto con la verità non è facile. È una forma di governo sensibile alla verità, e una post-truth democracy, che ha superato la verità, non può restare a lungo una democrazia.»

«Fondamentale per l’ordinamento democratico è non solo l’elezione dei rappresentanti, ma anche la pratica della discussione di problemi attraverso la presentazione di argomenti diversi per giungere a una decisione comune.» Questo il professore ha dimostrato nei tre piani in cui nelle società moderne si ricerca la verità: giudiziario, storico e scientifico. «La democrazia deve basarsi su alcuni risultati provvisori considerati maggiormente rappresentativi, e prendersi la responsabilità delle decisioni basate su essi. Ma come evitare il rischio di incorrere nella tirannide della maggioranza? È necessario che ogni democrazia abbia tolleranza e rispetto nei confronti delle minoranze, anche nel caso di forme violente di visione della realtà.»

Al termine della lectio magistralis, la cerimonia è proseguita con l’accoglienza dei dieci studenti (nella foto che fa da sfondo al titolo) che hanno superato le tre prove di ammissione e sono quindi i nuovi allievi della Scuola, e ha avuto termine con la consegna dei diplomi agli studenti del quinto ciclo.

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