A Recanati riaperte le porte dell’Archivio storico

Con l’accordo Comune-Università accessibili agli studiosi documenti di grande valore

Attraverso un comunicato stampa, il Comune di Recanati ha reso noto che è stato conferito dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Macerata, un assegno di ricerca per valorizzare l’Archivio storico comunale recanatese.

L’iniziativa prende vita dall’accordo congiunto tra il Comune di Recanati e l’Ateneo maceratese, «con l’intento di valorizzare l’Archivio Storico comunale e – si legge nella nota del Comune – rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra Enti pubblici che lavorano per il bene e la crescita culturale del territorio».

«Devo ringraziare la grande disponibilità del Rettore Francesco Adornato e del professor Roberto Lambertini se questo ambizioso obiettivo è stato raggiunto», ha dichiarato l’assessore alle culture Rita Soccio, aggiungendo che fin dal suo insediamento «sono stati molti gli studiosi che hanno sollecitato una soluzione fattiva per la fruizione dell’Archivio Storico, e finalmente oggi possiamo dare una risposta puntuale e concreta. È con grande gioia, infatti, che annuncio l’apertura dell’Archivio tutti i lunedì mattino dalle 9.30 alle 13.00, a partire dal 12 novembre».

E così è stato: la dottoressa Francesca Bartolacci, destinataria dell’assegno di ricerca, si è presentata puntualmente al primo appuntamento, e abbiamo assistito all’avvio del suo incarico, nonché all’apertura del sito archivistico, grazie anche alla solerzia della dottoressa Angela Latini, attuale responsabile della Biblioteca Comunale, che si è prodigata non poco quella mattina per ottenere le chiavi e i due volumi dell’Inventario dell’Archivio.

La dottoressa Bartolacci (foto a fianco), che vive a Jesi (ma il nonno era di origini recanatesi) e insegna Didattica della storia, per il progetto di ricerca – che prevede anche una pubblicazione – analizzerà principalmente come le relazioni tra i generi e tra le generazioni si esprimono e vengono interpretate negli atti della prassi. Provvederà inoltre a realizzare un database per facilitare la consultazione e l’accessibilità delle informazioni; saranno anche prodotti strumenti didattici per la diffusione dei risultati che potranno essere utilizzati anche per l’ e-learning.

L’assegnista non nasconde la soddisfazione per l’incarico ricevuto, pur cosciente del rischio di non soddisfare appieno le aspettative degli studiosi e consapevole di non essere un’archivista ma, in prevalenza, una studiosa di storia. Resta poi vero che la disponibilità a lei chiesta di accogliere le istanze gli studiosi è contingentata alla sola mattinata del lunedì, e per questo le è stata messa a disposizione una postazione ad hoc in una delle sale di consultazione della Biblioteca comunale. È forse noto che l’Archivio Storico di Recanati conserva atti e documenti di rilevante interesse storico, sia membranacei che cartacei, per un periodo che va dal 1202 e sino al 1940, pur avendo subito gli effetti di un incendio nel 1857 nonché varie spoliazioni alla fine del secolo XIX. Ciò è confermato da varie note a firma della studiosa Valentina Zega, risalenti al 2005, come risulta dalla consultazione del sito internet del “Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche” (Siusa).

Relazione sull’inventario del 1969

Si sa inoltre che l’Archivio è stato riordinato a partire dal 1903, e per gli atti sino al 1808, dallo storico Lodovico Zdekauer (Praga 1855 – Firenze 1924), che compì importanti ricerche su materiale inedito degli archivi di numerose città

mentre insegnava Storia del diritto italiano presso l’Università di Macerata (fino al 1923).

Nel 1969 tre funzionari della Soprintendenza Archivistica (A. Mordenti, I. Salera e G.B. Zenobi), hanno effettuato una revisione del materiale aggiornandone l’elenco con gli atti successivi al 1808, e operando una partizione in sezioni cronologiche sulla carta, cui ci si è attenuti, pur essendo presenti alcune discrepanze dovute all’ordinamento precedente. Il materiale conserva ad oggi lo stesso ordinamento.

==================

Preziosa finestra sul nostro passato

Intervista al professor Roberto Lambertini

Al professor Roberto Lambertini, il docente di Storia medievale dell’Ateneo maceratese che ha messo a disposizione l’assegno di ricerca, abbiamo chiesto come è caduta l’attenzione sua e dell’Ateneo di Macerata su questo Archivio, se al giorno d’oggi interessano ancora i documenti storici di un archivio locale, e a quali destinatari specifici s’è pensato permettendo la riapertura – pur se provvisoria – dei locali.

Ecco il parere di Lambertini: «Che l’archivio storico di Recanati costituisca una preziosa finestra sul passato è noto. Per non parlare degli eruditi del passato, a me basta pensare ai storici che ho avuto il piacere di conoscere: Donatella Fioretti, Paola Magnarelli, Marco Moroni. La mia attenzione è stata da poco risvegliata da una tesi sul Monte di Pietà di Recanati, i cui risultati saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista “ Picenum Seraphicum” ( edita da Eum). Nonostante la disponibilità del personale, l’autrice dell’ottimo lavoro aveva avuto difficoltà ad accedere regolarmente ai documenti.

Altri archivi marchigiani si trovano in situazioni analoghe, ma condizione fondamentale per tentare di fare qualcosa è una amministrazione comunale sensibile, disponibile a mettersi in gioco per valorizzare una risorsa.

Quando l’assessore Rita Soccio mi ha fatto sapere che il Comune di Recanati aveva questa intenzione, con l’approvazione del Rettore e il sostegno del Dipartimento di Studi Umanistici ho proposto un assegno di ricerca “Voci dall’archivio: donne e uomini, giovani e adulti nella Recanati medievale”. Già questo titolo mostra la rilevanza dei fondi di questo archivio. In realtà, la documentazione locale non è mai solo locale, ma apre un orizzonte più vasto, nel quale si coglie il pulsare di una vita vissuta, non meno autentica di quella dei grandi centri più studiati.

Con la sua presenza, mentre conduce la sua ricerca, l’assegnista rende fruibili i documenti anche ad altri: non solo studenti universitari e addetti ai lavori, ma anche appassionati competenti (e sono tanti…)».

====================

Meglio puntare a un’apertura stabile

Intervista allo storico Marco Moroni

Il professor Marco Moroni, storico recanatese, già docente di Storia economica all’Università di Ancona, ha risposto in modo conciso a due domande: la prima sull’opportunità dell’accordo tra il Comune e l’Università di Macerata; la seconda sulle aspettative a partire dall’apertura dell’Archivio con modalità di consultazione “disciplinata”.

Moroni vede con un po’ di scetticismo la scelta operata dal Comune, che «meglio doveva mirare ad una stabilità dell’apertura dell’Archivio, scegliendo una o più figure professionali adatte e preparate allo scopo, soprattutto in merito alla gestione, alla conservazione e alle modalità – per niente facili – di consultazione dei documenti. Ho parlato di questo – continua Moroni – con l’assessore Soccio, facendole più volte presente le necessità concrete di chi svolge attività di ricerca e di chi deve produrre, rendere pubblici, i risultati degli studi e della ricerca medesima. Senza nulla togliere, naturalmente, a chi è stato individuato in questo frangente particolare per rendersi disponibile anche all’apertura – pur se non lo sarà in senso stretto – dell’Archivio, in questo caso la dottoressa Bartolacci. Cercheremo di cogliere comunque al volo il buono che potrà derivare da questa opportunità offertaci».

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments