La lezione di Giuseppe Toniolo. Bassetti: «Urgente formare laici impegnati in campo economico»

Dopo aver guidato per decenni l’azione sociale, economica e per certi aspetti politica dei cattolici, le idee del beato Giuseppe Toniolo, ancora attuali nei principi ispiratori, possano favorire una nuova stagione di impegno dei cattolici. L’auspicio è giunto da più voci oggi, a Milano, all’Università cattolica del Sacro Cuore, in occasione del convegno “Economia e società per il bene comune

di Bruno Desidera

Rischiava di essere un semplice convegno celebrativo. Si è invece trasformato in un interessante “incubatore di idee”, nella speranza che, dopo aver guidato per decenni l’azione sociale, economica e per certi aspetti politica dei cattolici, le idee del beato Giuseppe Toniolo, ancora attuali nei principi ispiratori, possano favorire una nuova stagione di impegno dei cattolici. L’auspicio è giunto da più voci oggi, a Milano, all’Università cattolica del Sacro Cuore, in occasione del convegno “Economia e società per il bene comune. La lezione di Giuseppe Toniolo”, promosso dal Comitato per il Centenario del beato Giuseppe Toniolo, organismo composto, tra gli altri, dall’Azione cattolica, dall’Università cattolica del Sacro Cuore, dall’istituto Sturzo, dalle diocesi di Pisa, Treviso e Vittorio Veneto.

Nuovo ossigeno e al pensiero sociale. “La fede, come affermava Toniolo, è capace di unificare le persone intorno a uno sguardo e a un impegno di amore al servizio delle relazioni sociali. Dinanzi al tema, per quanto attuale, dell’irrilevanza dei cattolici nella società, auspico che proprio le occasioni come questo convegno valgano a dare ossigeno e respiro al pensiero sociale cristiano e a far guardare con fiducia al futuro”, ha scritto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel messaggio inviato al convegno. Ancora, Toniolo ci dice che “ogni crisi economica non è mai semplicemente economica e ogni crisi politica non è mai solo politica. A monte vi sono un modello di rapporti etici, uno sguardo sull’uomo. Il messaggio è davvero di grande attualità anche per il nostro tempo. Spesso siamo convinti erroneamente che il servizio all’economia e alla politica ci allontani dalla fede. Non è così! Toniolo ricorda oggi alla Chiesa italiana quanto sia urgente formare laici impegnati in campo economico”.

Santità sociale e profezia. La relazione introduttiva al convegno è stata affidata a mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e autore di numerose pubblicazioni sul beato. “Santità era per Toniolo immettere il sapore di Cristo nelle pieghe della storia. Il passo a questo punto era breve dalla santità personale a quella sociale: la santità come ideale da vivere non sono individualmente, ma collettivamente”. L’ideale di una “società di santi”.
Ha proseguito Sorrentino: “Mi sembra che, legando il futuro della salvezza storica a una ‘società di santi’, egli pensasse anche a qualcosa di più specifico, a una sorta di configurazione ideale della vita sociale, in cui la santità si esprimesse non solo nella vita, ma anche nella qualità delle sue strutture”. Una visione sociale “propositiva”, caratterizzata da numerosi elementi di profezia, capace di spingere all’azione generazioni di cristiani all’impegno nella società e nelle istituzioni.

Società civile e corpi intermedi antidoto a pervasività della politica. Toniolo riserva attenzion a che al versante della partecipazione sociale e alla valorizzazione dei corpi intermedi. Questi ultimi, i cosiddetti “soggetti organizzati”, ha spiegato il rettore emerito dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi, non solo ai tempi di Toniolo ma ancora oggi “costituiscono l’argine più solido nei confronti non solo di ogni manifestazione e concreta applicazione della ‘statolatria’, ma anche di tutte le forme di pervasiva ubiquità della politica”. Per Toniolo infatti, ha spiegato Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo, “solo la società, articolata in varie forme, poteva ergersi come unica e legittima fonte della sovranità, in quanto capace di stabilire il vero ‘ordine sociale’”. Una lezione ancora oggi significativa, come ha precisato il presidente dell’Azione cattolica italiana, Matteo Truffelli: “Viviamo un momento di tensioni e diseguaglianze”, frutto di uno strappo con la società, la democrazia sostanziale appunto, che “mette in crisi anche le procedure della democrazia formale”. Da qui la necessità di un ritorno al Toniolo, “cucitore di iniziative”.

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