Cosa avevano in comune nei mitici anni 60 del secolo scorso giovani cantautori come Adriano Celentano, Fabrizio De André e Giorgio Gaber? Ovviamente tanti fan, ma anche lo strumento musicale allora più amato dai giovani: la chitarra. Non una chitarra qualsiasi, però.

Beniamino Gigli con una fisarmonica nel 1949

Tutti e tre avevano una chitarra Made in Marche, o meglio, costruita a Recanati nella fabbrica fondata nel 1959 da Oliviero Pigini, il quale – lavorando nel distretto della fisarmonica e volendo differenziarsi dalle altre aziende della zona – intuì le crescenti potenzialità dello strumento che si stava in quegli anni diffondendo.

Con il marchio Eko, ben presto diventato famoso in Italia e all’estero, Pigini introdusse sul mercato chitarre acustiche costruite con una metodologia innovativa che, salvaguardando la qualità, permetteva di contenere i costi, a vantaggio di una diffusione di massa. A fare la fortuna della chitarra marchigiana furono anche altri cantanti, come l’allora emergente

Gianni Morandi con il costruttore di chitarre Olivero Pigini

Gianni Morandi o il già famoso Domenico Modugno, mentre a livello internazionale l’azienda di Recanati conquistò il favore del gruppo pop rock inglese The Rokes, per il quale Pigini realizzò la caratteristica chitarra elettrica a forma di freccia.

Questi ed altri aneddoti sulla produzione di chitare a Recanati sono contenuti in un piccolo (64 pagine) volume, ricco di notizie e fotografie, realizzato a cura di Luigi Ricci dall’associazione Casale delle Noci di Tolentino, dal titolo “Strumenti musicali delle Marche”.
Scorrendolo, pagina dopo pagina, si scoprono realtà di oggi che affondano le loro radici nel passato.

Il maceratese Orfeo Borgani con il sassofonista Michael Brecker

Una di queste è la Borgani Saxophones di Macerata, fondata nel 1872 da Augusto Borgani, il quale agli inizi del Novecento, affascinato dall’atmosfera della musica swing, intuì le grandi potenzialità del Sassofono trasformando la sua bottega in una delle più rinomate aziende produttrici di questo strumento. Sassofoni oggi realizzati con una speciale lega di metalli preziosi in grado di dare allo strumento caratteristiche timbriche uniche.

Il volumetto non dimentica i veri e propri pionieri marchigiani come Paolo Soprani, che nella bassa Val Musone è stato il capostipite della

Lavorazione di una fisarmonica

moderna fisarmonica italiana, dando vita durante tutto il Novecento a molte aziende del settore nel territorio a cavallo tra le province di Macerata e Ancona. Produzione che dagli anni Sessanta si è estesa anche alle tastiere elettroniche e pianoforti acustici del famoso marchio Farfisa i cui strumenti elettrici furono subito apprezzati da noti interpreti della musica Beat, Pop, Rock, quali i Led Zeppelin, Procol Harum, i Pink Floyd.

 

Il batterista Rino Gorrieri

Tra le pagine di “strumenti musicale della Marche” si scoprono anche novità sconosciute al grande pubblico. Una è la produzione di cornamuse a Serripola di San Severino a opera di un giovane artigiano del luogo, Luca Paciaroni. Le altre sono legate a due strumenti che rappresentano due epoche opposte tra loro dal punto di vista temporale: la moderna batteria e l’organo, strumento di antichissima origine. Le batterie sono prodotte dal 2016 a Recanati da DS Drum, azienda originariamente nata in Piemonte e poi acquisita dal gruppo FBT, già noto nel campo degli amplificatori.

Il laboratorio di restauro organi Formentelli

Per scoprire il laboratorio di costruzione e restauro di organi occorre invece spostarsi nell’entroterra tra Camerino e Castelraimondo, dove Michel Formentelli, figlio del noto organaro francese Barthélémy, nel 2001 ha trasferito dal Veneto la propria attività dopo anni di formazione in Italia e all’estero. Una scelta, quella di venire a lavorare nel Maceratese, non casuale, in quanto le Marche sono la regione italiana più ricca di organi storici.

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