tutelare il segno di un’identità ben precisa, da promuovere, tra tradizione e innovazione, ripercorrendo il cammino che, fin dal Medioevo, aveva come mèta la Santa Casa della Vergine.

LOGOQuesto, in sintesi, il messaggio scaturito dall’intensa mattinata di lavori svoltisi oggi a Loreto per presentare «Il Marchio dei Cammini lauretani sulle tracce degli antichi pellegrini»: un’iniziativa a cui hanno preso attivamente parte tutte le realtà, locali e nazionali, coinvolte e chiamate ad impegnarsi per investire in quel bene prezioso rappresentato dal territorio che separa Roma da Loreto così ricco di cultura, simboli di devozione e arte.

La Marche “vicine” a Loreto. Unendo sacro e profano, distinguendo con equilibrio il significato dei pellegrinaggi dagli intenti turistici, accolti dai saluti del Primo cittadino Paolo Niccoletti e della Delegazione Pontificia alla Santa Casa di Maria di Loreto, ad esprimere per primi il plauso verso questo passo importante sono stati i sindaci, per voce di Romano Carancini, presente in veste di vice presidente Anci Marche, che ha sottolineato il forte impegno da parte delle Amministrazioni comunali nel sostenere i Cammini Lauretani, con l’intento di guardare al futuro: «C’è una sorta di intimità che unisce tutte le città della regione a Loreto e attraverso uno sguardo “laico” – ha affermato il sindaco di Macerata, presente assieme a quello di Recanati, di Tolentino, oltre alla vice sindaco di Treia – l’Anci voluto rappresentare un punto di riferimento in questo percorso, mettendosi volentieri al servizio, perchè in questo humus fecondo si possono riscoprire valori condivisi e l’idea di uno sviluppo in grado di generare qualità».

DSCN2701OK
I lavori si sono svolti nella Sala consiliare del Comune di Loreto

«Il marchio, un valore condiviso». Su questo tema si è poi incentrata la prima sessione degli interventi, aperti da Simone Longhi che, in qualità di direttore del Distretto Culturale Evoluto «Cammini Lauretani», ha ripercorso questi primi due anni di lavoro compiuto, con una «crescita esponenziale di iniziative promosse nel territorio e di pellegrini, circa duemila nel 2015, interessati». «Pensiamo alla mostra sui Sacelli lauretani realizzata nella Città della poesia e ai Campiscuola itineranti inaugurati nella Diocesi maceratese lo scorso anno, con un’attenzione privilegiata verso i giovani, così come alla Peregrinatio Mariae dello scorso dicembre», ha sottolineato Longhi mostrando i video significativi degli eventi svoltisi in questo tempo propizio, «implementati anche dalle risorse tecnologiche, come il sito www.camminilauretani.eu, le app e la comunicazione tramite social media». Per il progetto avviato nel 2014, dunque, la proiezione è decisamente rivolta al futuro, con il convinto scopo, grazie al coordinamento dei vari partner di supporto e ai laboratori attuati, «di affermare il pieno recupero dell’antica Via Lauretana anche in un più ampio ambito internazionale, attraverso il riconoscimento da parte del Consiglio d’Europa».

images Anche secondo una «dimensione europea», difatti, sebbene i numeri siano minori, non mancano i presupposti per poter affiancare il tracciato lauretano ad altre esperienze più affermate, come la Via Francigena o il Camino di Santiago: nel mondo, sono disseminate oltre 4200 memorie legate alla Madonna di Loreto e, ad oggi, sono 23 i cammini certificati, di cui quattro con sede in Italia. Specialmente nel 2016, inoltre, Anno straordinario della Misericordia, la “rete” si amplia fin verso la Polonia e l’universo giovanile: il prossimo step, infatti, come spiega il referente, «sarà quello di promuovere i Cammini Lauretani a Cracovia, in occasione della Giornata mondiale della gioventù prevista per il prossimo luglio».

image6

Fare sinergia per investire nel territorio. Per il Distretto Culturale Evoluto, pertanto, il «marchio costituisce uno strumento distintivo per la valorizzazione di tutte le attività», senza dimenticare il lavoro di ricerca storica e artistica con cui poter recuperare un patrimonio a lungo sottovalutato. A riguardo, prosegue instancabilmente anche il deciso slancio con cui l’associazione Via Lauretana, sorta nel 2007, testimonia la propria volontà nel far crescere questa sfida, come ribadito dall’attuale presidente, Giuseppe Pezzanesi. «Il marchio deve divenire un vero volano economico, creare opportunità anche lavorative, soprattutto per i giovani, e confidare nei fondi della Regione Marche per poter crescere e proiettarsi verso gli orizzonti europei: le idee valide vanno concretizzate, altrimenti la Via Lauretana, così attraente su carta, rischia di non decollare come meriterebbe».

La ricostruzione della mappa dei Cammini Lauretani curata da Daniele Alimenti e dalla dottoressa Gloria Medei
La ricostruzione della mappa dei Cammini Lauretani curata dall’architetto Giacomo Alimenti e dalla dottoressa Gloria Medei

Una scommessa affascinante quanto impegnativa, secondo Pezzanesi, che precisa tuttavia un aspetto basilare del progetto: «Sono da sempre devoto alla Vergine di Loreto, e, da sindaco, tutore del territorio che amministro, credo che la ricchezza della nostra spiritualità, il bagaglio devozionale della nostra gente siano l’espressione più “provvidenziale” del cammino che stiamo compiendo». Un cammino che vede in prima linea anche un ente prestigioso quale è la Fondazione Carima che, assieme alla Fondazione Carilo, decise di sposare fin da subito la proposta.

images-2Ne è certa la presidente Rosaria Del Balzo Ruiti, la quale (esprimendo il proprio impegno anche come responsabile della Croce Rossa di Macerata) evidenzia come «in un’epoca che ci vede, tutti, protagonisti di cammini ardui e spesso dolorosi, l’adesione a questa progettualità condivisa risponde ad una chiara “vocazione” a cui sentiamo di rispondere in toto: ciascuno di noi è una sorta di “samaritano” nel mondo e non possiamo non incentivare quell’impulso culturale e spirituale di cui il territorio che abitiamo necessita». A definire meglio l’excursus storico e il valore del logo che rappresenta i Cammini Lauretani è stato poi padre Giuseppe Santarelli, direttore della Congregazione Universale della Santa Casa di Maria di Loreto, ricordando l’immensa portata del fenomeno popolare che, da secoli, lega la fede dei pellegrini alla Santa Casa.

Oltre i confini marchigiani. Interpellato sul valore aggiunto di questo «marchio inclusivo» su cui concentrare le risorse, l’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione MarcheMoreno Pieroni, ha tracciato la strategia che si intende perseguire per promuovere l’itinerario, considerato un’autentica «priorità religiosa e culturale». «Senza dubbio – ha affermato l’assessore regionale – è giunto il momento di concretizzare questo progetto per collegarlo al sistema turistico senza mai dimenticarne l’origine spirituale. Sono diversi i soggetti con cui poter collaborare e la Regione ha già previsto una prima tranche di finanziamenti, con l’intento di aumentare i fondi destinati ad un duplice obiettivo: la strutturazione della Via Lauretana e la sua promozione, estendendola oltre i confini marchigiani». Secondo Pieroni, inoltre, «l’impegno degli amministratori locali e dei numerosi attori coinvolti dimostra che c’è voglia di fare: i sindaci, il mondo ecclesiale e l’associazionismo si uniscono insieme per investire in modo intelligente e raggiungere vette ambiziose in cui, ce lo auguriamo, il percorso di fede possa essere interpretato e vissuto al meglio».

image2
L’assessore Moreno Pieroni durante il suo intervento

Sulla stessa linea di pensiero si esprime Paolo Piacentini, consigliere dei Cammini presso il Gabinetto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. «Le Marche hanno un potenziale enorme – ha esordito il braccio destro del ministro Dario Franceschini, anticipando la terza sessione «I marchi di sistema, creare valore per le politiche di sviluppo»  e vale la pena sottolineare che questo non è solo l’anno del Giubileo ma anche dei Cammini, ai quali verrà dedicato un apposito portale. Tra le miriadi di proposte che arrivano, decisamente il marchio dei Cammini Lauretani rappresenta un fiore all’occhiello per questa regione e un ottimo punto di partenza. Da attento osservatore – ha concluso Piacentini -, se si parla di ottimizzazione delle risorse spese in campo, non possiamo trascurare l’ottica dell’accoglienza e dell’ospitalità: occorre essere “coinvolgenti”, senza aver paura di fondere la pura sacralità con la tracciatura turistica, perchè anche un cammino di fede può trasformarsi in un’occasione di crescita economica e di benessere per cittadini e pellegrini».

Da destra: Paolo Piacentini accanto a don Mario Lusek, in rappresentanza della
In platea Paolo Piacentini, primo da destra, accanto a don Mario Lusek, in rappresentanza della Cei

«Il marchio lauretano, un valore per lo sviluppo». A relazionare su questa seconda sessione sono stati quindi i driver impegnati nell’aspetto amministrativo e gestionale del progetto. Nell’ordine, Giuseppe Ucciero, coordinatore tecnico del Dce, Roberto Bertolini, addetto allo sviluppo del Marchio Dce «Cammini Lauretani», Giorgio Cataldi, presidente Cciaa Ancona, Massimiliano Polacco, direttore della Confcommercio Marche centrali e Giuseppe Ripani, delegato per la Confartigianato Macerata, hanno delineato i termini in cui «sensibilizzare i nostri paesi e i loro abitanti per creare le condizioni di una buona ricettività e orientare il business in modo virtuoso: lo scopo è quello di far sentire ogni pellegrino che viene nelle Marche accolto a casa e desideroso di ritornare». D’altronde, è innegabile quanto il marchio “mariano” sia conosciuto nel mondo: ora, non resta che operare un ulteriore «passaggio culturale» per rilanciare «tutta la bellezza custodita nelle nostre terre, che le imprese e il settore dell’artigianato possono valorizzare».

image1

«Non un prodotto da vendere ma un sistema in cui credere». Per don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale dello sport, del turismo e del tempo libero della Conferenza episcopale italiana, convocato a chiudere i lavori con la tavola rotonda «Investire sul marchio dei Cammini Lauretani: obiettivi, condizioni, attese» la scommessa è inequivocabile. «Come coniugare un bacino come quello turistico con la pastorale? Il marchio che oggi viene presentato è frutto di una realtà multiforme e differenziata, e lo scopo è quello di suscitare un desiderio: in ogni comunità esiste una storia, un sistema di sensi, un orientamento religioso», ha concluso Lusek. «Lungi dal demonizzare la situazione, la vera aspettativa consiste nel dare un significato profondo al nostro peregrinare: con il Marchio dei Cammini Lauretani non si vuole vendere un prodotto, bensì sostenere e promuovere un cammino vigilando, in primis, sulla dimensione etica che più ci appartiene».

loreto-marche-copertina-720x400

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments