A fare integrazione ci si guadagna tutti. È quello che stanno sperimentando i ragazzi della scuola media San Vito dell’istituto comprensivo Badaloni di Recanati. Grazie al progetto «crescere nella cooperazione» promosso dalla federazione delle BCC delle Marche sono diventati i protagonisti di una storia più che straordinaria che li ha portati a riscoprire anche dimenticati “capolavori” per ragazzi, collaborando con due cooperative operanti nel territorio: «Terra e Vita» e «La Ragnatela».
Ci ha raccontato l’esperienza Paolo Coppari, docente di Lettere, che insieme alle insegnanti Paola Scodella e Antonella Chiusaroli porta avanti il progetto.

Come nasce l’idea di questi laboratori?
Tutto è partito dalla riscoperta di uno scrittore per ragazzi che operava 100 anni fa. Si chiamava Augusto Piccioni, ma i suoi scritti erano firmati con lo pseudonimo di Momus. Era nato a Foligno e viveva a Grosseto ma per 10 anni, dal 1015 al 1025, lavorò a Recanati in qualità di direttore e ispettore didattico. Fu uno scrittore molto prolifico; pubblicò con moltissime case editrici tra le più importati d’Italia e fu anche direttore di riviste per bambini. Amico di Verne e di Salgari, era uno degli autori più letti tra i ragazzi di 100 anni fa. Di lui si è persa completamente la memoria; l’ultima riedizione di un suo libro risale al 1956, ma sappiamo che era molto conosciuto come esponente delle “pinocchiate” cioè dei prosecutori di Pinocchio.
Casualmente l’abbiamo riscoperto negli archivi di Recanati dove ci sono molte tracce della sua presenza soprattutto in qualità di direttore didattico, quindi insieme ai ragazzi da qualche anno è nata questa curiosità di rintracciare i suoi libri, che sono difficilissimi da reperire perché si trovano soltanto nelle librerie antiquarie. Ne abbiamo trovati un po’ e da lì è nata l’idea di lavorarci e di dare una nuova vita a questo personaggio, infatti il progetto si chiama «La seconda vita delle cose».

I laboratori in cosa consistevano?
Sono anni che privilegiamo il rapporto con altre cooperative, non solo perché richiesto dal progetto, ma perché abbiamo la fortuna di avere due splendide cooperative a Recanati, «Terra e Vita» e «La Ragnatela». Quest’anno abbiamo cercato di lavorare in diverse direzioni, sempre partendo dai testi di Momus. Una prima direzione è stata quella di ricavare da questi testi un soggetto teatrale relativo a Pinocchio e ci siamo legati per fare questo con l’associazione teatrale: «Artisti per caso» di Recanati, legata all’Avulss della città, che lavora con ragazzi diversamente abili (in realtà, come dicono loro, sono “particolarmente abili”) del villaggio delle Ginestre di Recanati. Una rappresentazione teatrale che abbiamo adattato alle esigenze degli attori principali che saranno gli ospiti del villaggio, mentre i nostri alunni, cosiddetti normali, fungeranno da comparse. Abbiamo quindi ribaltato i ruoli. La rappresentazione, di cui stiamo svolgendo prove settimanali, esordirà il 7 maggio presso il villaggio delle Ginestre e successivamente, in occasione delle festività di san Vito, nell’aula magna del Comune di Recanati.
L’altro filone ci ha portato alla collaborazione con la cooperativa Terra e Vita attivando dei laboratori di arte creativa e di arte sonora, partendo da semplici strumenti ricavati da oggetti di uso comune o da materiale riciclato. Ci siamo avvalsi della esperienza di un musicologo esperto di didattica musicale, Stefano Rocchetti di Fermo, e insieme a lui i ragazzi hanno musicato e sonorizzato alcune pagine tratte dai libri di Momus. Anche questo laboratorio avrà un esito pubblico tramite una lettura musicata che faremo entro il prossimo mese di maggio. 

Gli studenti come hanno vissuto questa collaborazione?
Era stato detto loro che dal soggetto liberamente ispirato dalle pagine di Momus sarebbe stato ricavato un soggetto teatrale e che una compagnia l’avrebbe messo in scena. È stata per loro una sorpresa: quando la coordinatrice della compagnia teatrale, Anna Sagni, ha parlato della sua esperienza con gli ospiti del villaggio delle Ginestre gli studenti erano incuriositi. Temevamo che l’impatto fosse forte, ma hanno saputo ammirare la determinazione, la vitalità e l’energia di queste persone.
Più facile è stato con la cooperativa Terra e Vita con la quale esiste una collaborazione che va avanti da anni, quindi il coinvolgimento dei ragazzi nei laboratori di arte sonora e di creatività espressiva hanno portato un bilancio positivo, anche per noi insegnanti: ogni volta è una lezione di vita. 

Il 7 maggio sarà per i protagonisti di questa storia un pomeriggio pieno di sorprese, dopo la rappresentazione teatrale presso il Villaggio delle Ginestre della cooperativa «La Ragnatela», gli attori si trasferiranno nella sede dell’altra cooperativa amica, «Terra e Vita» per una cena liberamente ispirata ai cibi di Pinocchio. Rintracciando le tante pagine in cui Pinocchio parla degli alimenti che ha o che sogna di mangiare, i piatti di fine Ottocento verranno rivisitati da cuochi esperti e riproposti in una cena “Pinocchia”.

Foto cooperativa sociale «Terra e Vita»

Laboratorio Coop. «Terra E Vita»

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