Soccorrere chi è in difficoltà, aiutare le giovani donne, istruire i bambini. Accompagnate dalla preghiera. È la “regola” che scandisce la vita quotidiana delle suore Figlie del SS. Redentore e della B.V. Addolorata, ormai da 200 anni. Da così tanto tempo sono stabili a Potenza Picena, con la Casa Madre che oggi ospita la casa di riposo per le suore e un’ala per l’accoglienza di persone bisognose.

image1 (3)A Macerata sono attive nel rione La Pace, ormai da 55 anni, dal 1961. Qui è quasi sempre presente la Madre Superiora, suor Agnese Casantini, un esempio di tenacia e umiltà che ha caratterizzato un po’ tutte le Madri Superiori che si sono avvicendate alla guida dell’Istituto. A partire dalla fondatrice, suor Faustina Mengo: il 5 aprile del 1816 (per l’occasione martedì 5 aprile alle 18 verrà celebrata una santa messa nella Casa Madre) apriva ufficialmente la casa per ospitare ragazze che volevano consacrarsi, ma che non avevano la dote per entrare in convento. Cinque suore pronte ad intraprendere l’avventura, e che avventura! Nell’interessante libro sulla storia dell’Istituto, redatto da don Giovanni Carnevale, si ritrovano tutte le tappe di una storia irta di problemi, questioni da dirimere, presente sempre incerto. Ma forse il senso sta tutto lì, le suore volevano «testimoniare con la vita e con le opere il valore redentivo della sofferenza, vivere da povere tra i poveri».

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L’interno della scuola maceratese nel rione Pace

Oggi, dopo 200 anni, grazie alla Provvidenza, le suore dell’Addolorata sono sempre lì, a far dono della propria vita agli altri. In tutto sono 39, molte anziane, ma ci sono anche alcune novizie provenienti esclusivamente dai paesi in cui è stata attivata una missione: il Brasile e le Filippine. Anche qui, una storia piena di fascino e di collegamenti. La missione in Brasile è nata con monsignor Tarcisio Carboni, indimenticato vescovo di Macerata e già missionario in quella terra (mons. Carboni da giovane era stato parroco a Potenza Picena); il presule ha sempre sostenuto tutta l’attività. La missione nelle Filippine vede il sostegno di mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo emerito di Senigallia (già vicario nella diocesi di Macerata).

Le vocazioni dal Brasile e dalle Filippine sono fondamentali per il prosieguo delle attività dell’Istituto, che oggi sono soprattutto legate alla scuola materna (a Porto Potenza sono 70 i bambini iscritti, ma è attiva anche una casa famiglia con 17 minori e mamme ospitati). A Macerata le suore dell’Addolorata sono ormai un punto di riferimento per il quartiere de La Pace e soprattutto a livello scolastico, con la Scuola materna e la sezione Primavera per i bimbi di due anni (con il supporto di maestre laiche). Ogni giorno la scuola è frequentata da ben 115 bambini con liste d’attesa per quasi tutte le classi (le suore gestiscono anche un pensionato per studentesse universitarie).

A Macerata le suore dell’Addolorata sono ormai un punto di riferimento per il quartiere, soprattutto a livello scolastico, con la Scuola materna e la sezione Primavera per i bimbi di due anni

Ad attendere, la mattina, i piccoli ci sono suor Vittoria che si occupa dell’accoglienza ed ha sempre una parola di conforto, suor Angelica, dolcissima figura tra i bambini, l’energica suor Eseta e la giovane suor Soccorso. Vedendo queste suore all’opera, non si può non ricollegarle alla figura di suor Faustina, così come l’aveva delineata bene monsignor Cleto Bellucci nel 1990, durante i festeggiamenti per il riconoscimento dell’istituto, di Diritto Pontificio: «La Madre Fondatrice aveva capito il mistero profondo del dolore e lo aveva abbracciato generosamente, lasciandolo come eredità alle sue Figlie perché portassero ovunque sollievo ed aiuto nelle difficoltà dell’esistenza umana».

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Ascolta l’intervista a Suor Agnese Casantini, madre Superiora dell’Istituto

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