Un “sorriso” per l’Etiopia

Una onlus aiuta le popolazione della provincia di Wolayta dove operano missionari marchigiani

Si ringrazia il fotografo Claudio Scarponi per la gentile concessione delle immagini

Il dolore per la scomparsa di una persona cara a volte si trasforma in impegno e solidarietà per la vita di altri. Un esempio di come un grande dispiacere può trasformarsi in speranza è la onlus “Sorrisi per l’Etiopia”, nata tempo fa in memoria di tre giovani amici, Luca, Alessio e Cristina, morti a seguito di un incidente stradale avvenuto alla periferia della loro città, San Severino. I loro familiari e amici ormai da alcuni anni rivedono gli occhi ed il sorriso dei tre ragazzi che non ci sono più nei volti di centinaia di bambini di una delle zone più povere dell’Etiopia.

scuola2Dopo una prima importante donazione che permise di costruire una scuola nel villaggio di Lenda, che fino ad allora ne era priva, oggi gli edifici finanziati e mantenuti dalla onlus di San Severino Marche sono già tre. Aule che accolgono ogni giorno quasi cinquecento bambini, ai quali viene anche garantito un pasto quotidiano. L’ultimo di questi edifici scolastici è stato inaugurato proprio lo scorso mese di marzo. Per l’occasione una delegazione della onlus, guidata dai promotori, Fabio e Vincenza Scuriatti, si è recata in Etiopia. Sono stati portati anche altri aiuti alle popolazioni che vivono nel vasto territorio della missione di Soddo, nella provincia del Wolayta, a 350 chilometri a sud di Addis Abeba, dove per circa trent’anni è stato vescovo il religioso cappuccino di San Severino Marche, mons. Domenico Marinozzi e nella quale attualmente opera un altro missionario cappuccino, anche lui di San Severino, padre Gino Binanti.

delegazioneDella delegazione hanno fatto parte anche padre Gianni Pioli, del convento di Renacavata di Camerino, profondo conoscitore dell’Etiopia e il fotografo settempedano Claudio Scarponi. Sono sue le foto qui pubblicate e che testimoniano l’estrema povertà di quella popolazione e soprattutto di quanti vivono in villaggi privi di acqua corrente, dove ogni anno si deve combattere con lunghi periodi di siccità, si vive nelle capanne insieme agli animali e dove la malaria o il tifo, oltre alla polmonite, sono tra le principali cause di molte morti infantili. «Viaggiando da un villaggio all’altro – ha riferito Scarponi – si vedono in continuazione bambini e donne trasportare a mano taniche e contenitori vari per acqua attinta dai pozzi circostanti. Per loro anche una bottiglia vuota può essere un “regalo” prezioso».

scuol,lenda1Durate la settimana trascorsa in Etiopia, i rappresentanti della onlus marchigiana hanno consegnato aiuti anche agli asili di Gotuto e Umbo, ad una casa-famiglia, ad una comunità di non vedenti sostenuta da padre Marcello da Pesaro, missionario in Etiopia da circa vent’anni, il quale nella sua missione di Soddo si occupa anche dell’assistenza e del “recupero” di ragazzi di strada. Al piccolo ospedale di Kenafa sono stati donati molti farmaci e fatta una promessa. La onlus settempedana si è impegnata, infatti, a fornire entro il prossimo anno venti letti ospedalieri per contribuire ad allestire un nuovo reparto che alcuni volontari scozzesi stanno finanziando. Nel ricordo di Luca, Alessio e Cristina un “sorriso” di speranza continuerà quindi a legare molti marchigiani a tanti uomini, donne e bambini etiopi dei villaggi della provincia del Wolayta.

nuovascuola

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