Mario Martone, regista e intellettuale di primo piano, sostiene la candidatura di Recanati a «Capitale Italiana della Cultura 2018» e lo fa con parole che restituiscono alla città marchigiana apprezzamenti e riconoscimenti di grande prestigio.

(foto di Marco Ghidelli)
Mario Martone, regista de «Il giovane favoloso» (foto di Marco Ghidelli)

«Quando presentammo “Il giovane favoloso” a Recanati – afferma Martone – si scatenò un tale entusiasmo in città, una tale energia, da far commentare a Vanni Leopardi: si festeggia la rappacificazione tra Giacomo e Recanati dopo duecento anni! La verità è che sin da quando l’idea (poi apparsa vincente ma che all’origine poteva sembrare folle) di dedicare un film a Leopardi mi si affacciò nella mente la centralità di Recanati è stata decisiva. Non avrei fatto il film se non nei luoghi veri, in quella città rimasta così miracolosamente intatta e che tanta parte ha nell’immaginazione poetica di Leopardi: e Recanati non solo si è aperta generosamente alla possibilità di farsi invadere ma ha sostenuto la realizzazione del film con una cura e un amore coinvolgenti che si propagavano dall’artigiano o dal commerciante, che collaboravano come potevano alle riprese, fino agli industriali che si sono riuniti in cordata per finanziare il film. Si respira cultura a Recanati – prosegue il regista -, ma siamo per fortuna lontani dal modo in cui spesso la cultura del nostro paese viene sfruttata più che amata, attraverso eventi che tendono a mercificare i luoghi del pensiero: la si respira nel quotidiano, percorrendo le sue strade, ascoltando i suoni e i silenzi che ancora oggi la città sa trasmettere, spostandosi dai colli al mare e contemplando così quel pacificante e spirituale paesaggio che tanto fu amato da Lorenzo Lotto al punto di scegliere di farsi marchigiano. E la biblioteca di casa Leopardi, non un museo ma un luogo vivo, dove ancora è possibile chiedere di poter studiare uno dei preziosi volumi raccolti da Monaldo Leopardi».

il giovane favoloso

«Insomma – aggiunge Mario Martone – questa città è uno dei luoghi in cui davvero si riesce ancora a cogliere lo spirito più autentico e più prezioso del nostro Paese. Il rapporto che si instaura immediatamente tra le parole che resteranno vive per sempre come quelle di Leopardi e quei mattoni rossi, quelle strade curvate, quegli spiazzi silenziosi, costituiscono un’esperienza emozionante e rivelatrice. Se poi si pensa al territorio circostante e si capisce che la vicinanza geografica con Pesaro consente di percepire la vicinanza spirituale di Leopardi con un genio altrettanto grande come quello di Gioachino Rossini, si capisce che siamo al centro di un luogo assolutamente unico per la cultura italiana
e mondiale».

«Si respira cultura a Recanati: la si respira nel quotidiano, percorrendo le sue strade, ascoltando i suoni e i silenzi che ancora oggi la città sa trasmettere nel suo pacificante e spirituale paesaggio», afferma il regista Martone

Soddisfazione è espressa per questo attestato di stima e affetto dal Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo, certo che «Recanati ce la possa fare, con il sostegno di tutta la regione: istituzioni, università, associazionismo, realtà economiche e produttive e cittadini».

«L’iniziativa di selezionare ogni anno la Capitale Italiana della cultura – si legge nel bando del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – è volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo». Un’occasione quindi preziosa per la città di Recanati e le Marche tutte.

Il celebre Colle dell'Infinito
Il celebre Colle dell’Infinito
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