s200_marco.moroniNei primi giorni di aprile l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione e subito sono emersi i soliti dibattiti. Al di là delle discussioni, spesso viziate da visioni di parte, un dato è certo: a partire dal 31 dicembre dell’anno scorso, essendo stati ridotti del 60 per cento gli incentivi introdotti nel 2015, i posti di lavoro (soprattutto quelli a tempo indeterminato) non stanno crescendo più.

Poiché si tratta di una misura triennale, gli incentivi scompariranno completamente nel 2018: entro quella data, quindi, se si vuole continuare a favorire il lavoro stabile, occorrerà ridurre il costo del lavoro con misure strutturali.

Questo significa soprattutto intervenire sul cosiddetto cuneo fiscale, cioè ridurre in modo significativo la tassazione sul lavoro.
Non è solo con questi provvedimenti che può essere raggiunto oggi l’obiettivo di creare nuova occupazione. Nonostante gli annunci, non è stato ancora migliorato il funzionamento dei Centri per l’impiego. Il Ministro del lavoro si era impegnato a riorganizzare i servizi per l’impiego, pubblici e privati, ma finora ben poco è stato fatto e ancora non si riesce a rendere attiva l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal).

Intanto, nonostante il notevole impegno finanziario (con fondi europei), altrettanto deludente è il grande progetto «Garanzia giovani»: sono oltre un milione i giovani iscritti, ma a loro si fornisce solo un po’ di formazione (e un sussidio), ma non posti di lavoro.

Da questo quadro emerge con chiarezza un dato, sottolineato più volte dalle Acli: i problemi occupazionali non possono essere risolti migliorando soltanto il funzionamento del mercato del lavoro; servono soprattutto politiche di crescita, cioè investimenti volti a sostenere la ripresa economica. Ancora una volta le Acli chiedono, come fanno da anni, un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e una politica economica che metta al centro il lavoro: ma un lavoro “buono” (cioè stabile) e “giusto” (cioè rispettoso dei diritti dei lavoratori).

Marco Moroni

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